La mia prima volta a Gardaland - Ecco com'è andata tra pro e contro
Quest’anno ho deciso di portare i miei piccoli, di 10 e 7 anni, a Gardaland. È stata la prima volta per loro, ma anche per me. Eh sì, dopo 42 anni finalmente ci sono riuscita!
Quando ero piccola, Gardaland era il posto dei sogni, quello dove tutti i bambini desideravano andare. Per questo ero curiosissima di visitarlo e, soprattutto, di vedere la reazione dei miei figli.
In questa pagina voglio raccontarvi la mia esperienza a Gardaland, con i suoi pro e i suoi contro.
I biglietti: attenzione alle offerte
Partiamo dal principio: l’acquisto dei biglietti.
Come molti sanno, nelle confezioni di gelati o Sofficini è possibile trovare dei buoni sconto che permettono, ad esempio, di avere un biglietto gratis ogni tre acquistati.
Noi eravamo in quattro: due adulti e due bambini. Abbiamo provato a fare una simulazione di acquisto online, sia inserendo il coupon dello sconto, sia provando ad acquistare i biglietti attraverso le offerte del Parco.
Alla fine, il coupon non ci conveniva. Abbiamo quindi optato per un’offerta temporanea dedicata alle famiglie, ma il risparmio complessivo era di appena 10 euro.
Insomma, la politica di marketing del “un biglietto gratis ogni tre” è stata un po’ deludente. Però avevo promesso ai miei figli che li avrei portati a Gardaland e a LEGOLAND e, alla fine, va bene così.

Finalmente arriva il grande giorno
Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso.
Ci svegliamo alle 7, facciamo colazione e prepariamo uno zaino termico con panini per il pranzo e borracce. In un altro zaino mettiamo i teli per la piscina e un ricambio per tutti.
Una volta arrivati, parcheggiamo gratuitamente e, pochi minuti prima dell’apertura, il Parco ci accoglie con i suoi mascheroni, che ci intrattengono con un mini musical capitanato da Prezzemolo.
Fa già caldissimo, ma la fila non è eccessiva.
Appena entriamo decidiamo di recarci subito a LEGOLAND, con l’idea di restare fino alle 14 circa. Una volta arrivati scegliamo quattro sdraio dove lasciare le nostre cose, nei pressi di Lego River Adventure
Ed è proprio da qui che inizia il nostro divertimento!

LEGOLAND Water Park: acqua, scivoli e mattoncini
Iniziamo proprio da LEGO® River Adventure, una sorta di piscina fiume dove girare con i gommoni.
Scegliamo due gommoni per coppia. I bambini sotto una certa altezza non possono andare da soli, quindi ci dividiamo: un adulto con un bambino.
Entrati in acqua, ci sono gli addetti che ci spingono verso il fiume. È un percorso d’acqua che attraversa un’Italia in miniatura completamente a tema LEGO, tra gallerie e giochi d’acqua.
La corrente, oltre a trascinare noi, trasporta anche enormi pezzi LEGO che possiamo raccogliere e utilizzare per personalizzare i nostri gommoni.
Il giro è molto piacevole e, una volta terminato, andiamo Duplo splash, una piscina pensata per i più piccoli, dove ci sono tre scivoli relativamente bassi ma davvero divertenti anche per gli adulti, perché si scende molto velocemente.
Dopo passiamo a un’altra attrazione, Beach party, un’area dove gli scivoli sono decisamente più alti e alcuni sono completamente chiusi e buissimi.

La cosa più divertente, però, è il percorso per arrivare agli scivoli: le scale sono praticamente un percorso a ostacoli e il nostro nemico è l’acqua, con cannoni d’acqua e il grande secchio che si rovescia sui poveri passanti.
Divertentissimo, anche per gli adulti!
Dopo aver fatto decine di giri sugli scivoli, ci rilassiamo per un po’ nella piscina jungle oasis.
Poi proviamo ad accedere a un’altra attrazione, con scivoli molto alti dai quali si scende a bordo di gommoni di varie dimensioni. La fila, però, è davvero lunga e mia figlia non se la sente di aspettare.
Decidiamo quindi di andare all’Isola LEGO, una piattaforma dove è possibile costruire delle barche per poi farle navigare lungo un percorso d’acqua… fino a quando non si distruggono!
Costruiamo le nostre quattro barche e organizziamo una vera gara. È stato davvero molto carino e ci siamo divertiti parecchio.
Dopo pranzo facciamo ancora qualche giro sugli scivoli e poi decidiamo di cambiarci.
Ed è qui che arriva una delle prime note dolenti della giornata.
I bagni: una nota decisamente negativa
Andiamo nei bagni delle piscine per cambiarci e li troviamo praticamente allagati di pipì.
Cambiarci senza bagnarci è stata un’impresa!
Purtroppo, quello dei bagni sarà un problema che ritroveremo anche nel resto della giornata.
Si torna a Gardaland
Una volta cambiati, riportiamo in macchina gli zaini e i thermos ormai vuoti, così da non doverli portare con noi sulle giostre.
Una cosa molto comoda è che, una volta usciti, è possibile rientrare nel Parco: basta farsi timbrare il polso.
Riprendiamo quindi la nostra visita.
Cominciamo con il carosello a due piani, che ricorda molto quelli che si possono trovare a Parigi, e poi ci dirigiamo verso la Casa di Prezzemolo.
Da fuori sembra una casetta uscita da un villaggio di unicorni o dei Puffi: qualcosa di assolutamente innocuo e adatto ai bambini.
Ma una volta entrati…
Si spengono le luci.
Restiamo completamente al buio e parte una voce tenebrosa che ci annuncia che la casa non sarà affatto come ce l’aspettavamo.
E infatti i bambini si divertono tantissimo!

La mappa delle attrazioni
Alle casse, all’ingresso, ci viene consegnata una mappa molto utile, soprattutto perché il Parco è davvero grande.
La cosa interessante è che nella mappa le attrazioni sono suddivise in categorie indicate da diversi colori, dal blu al rosso: si parte da quelle più tranquille e adatte ai bambini fino ad arrivare a quelle più adrenaliniche.
Noi decidiamo di provare tutte le attrazioni blu, verdi e gialle, oltre a Fuga da Atlantide e Jungle Rapids.
Devo dire che i miei figli, di 7 e 10 anni, si sono divertiti tantissimo.
Quelle in cui hanno urlato di più?
Sicuramente Fuga da Atlantide, Colorado Boat e… la Casa di Prezzemolo!
Quelle che volevano bissare? Jungle Rapids e cinema 4D

Gardaland al tramonto
Verso il tramonto passeggiamo per il quartiere Far West.
Si accendono le luci e tutto diventa improvvisamente più magico. È forse uno dei momenti che ho apprezzato di più: vedere il Parco illuminarsi mentre il cielo cambia colore dà davvero una sensazione particolare.
L’ultima attrazione prima di andare via è stata il TransGardaland Express, il trenino che fa il giro di tutto il Parco illuminato.
Ed è stato probabilmente il modo migliore per concludere la giornata.
Siamo usciti dal Parco intorno alle 21, completamente distrutti ma anche pieni di emozioni.
I bambini erano stanchi, ma felicissimi.
E io? Beh, dopo 42 anni, finalmente posso dire di esserci stata!

Ma cosa non mi è piaciuto?
Fin qui sembra tutto perfetto, ma purtroppo ci sono alcune cose che non mi hanno convinta e che, secondo me, meritano di essere raccontate.
🚻 I bagni
Come ho già detto, i bagni sono stati una delle note più negative della giornata.
Li ho trovati spesso sporchi e, in alcuni casi, con le serrature che si incastravano.
Io stessa sono rimasta bloccata in un bagno e, contemporaneamente, anche una ragazza nel bagno accanto al mio.
In un Parco frequentato soprattutto da famiglie e bambini, secondo me la pulizia e la manutenzione dei servizi igienici dovrebbero essere una priorità.
💰 Cibo e bibite troppo costosi
Un’altra cosa che mi ha lasciata perplessa è il costo di cibo e bevande.
Una granita costa 6 euro e una bottiglietta d’acqua quasi 2 euro.
Per una famiglia di quattro persone, la spesa cresce molto velocemente.
Considerando che quel giorno c’erano circa 40 gradi, nonostante avessimo portato due borracce da casa, abbiamo dovuto acquistare diverse bottiglie d’acqua, oltre a fare merenda e cenare.
Alla fine abbiamo speso più di 100 euro di extra, oltre al costo dei biglietti.
Per un Parco pensato principalmente per le famiglie, sinceramente non mi sembra una politica molto equilibrata.
Avevano finito la nutella!
Ma non è stato solo il prezzo a lasciarmi perplessa. Di domenica prima pomeriggio mio figlio aveva voglia di una semplice crêpe alla Nutella e… avevano finito la Nutella! Allora chiede waffle e ci dicono che anche loro non avevano più nutella
Ora, posso capire che durante una giornata particolarmente affollata possano terminare alcuni prodotti, ma essere senza Nutella di domenica pomeriggio, in un Parco di queste dimensioni e con un’affluenza così importante, mi è sembrato davvero assurdo.
Se si fanno pagare prezzi così alti per cibo e bevande, mi aspetto anche una buona organizzazione e soprattutto che i prodotti più richiesti siano disponibili per tutta la giornata.
Per un Parco pensato principalmente per le famiglie, sinceramente non mi sembra una politica molto equilibrata: prezzi elevati, prodotti che possono finire nel momento di maggiore affluenza e una spesa extra che, per una famiglia, può diventare davvero importante.
🥵 Le code al coperto
Un altro punto che non ho apprezzato riguarda la coda per Jumanji – The Adventure.
Abbiamo fatto una lunga fila al coperto e, con le temperature di quest’estate, è stato davvero claustrofobico.
Non c’era praticamente aria e stare per molto tempo in uno spazio chiuso, insieme a centinaia di persone, è stato davvero pesante.
Con temperature così elevate, garantire una buona ventilazione nelle aree di attesa non è un lusso, ma una necessità.
🎟️ Il prezzo dei biglietti
Anche il costo dei biglietti, secondo me, è troppo alto.
Personalmente non ho percepito un vero e proprio “sconto famiglia”, ma più che altro una strategia di marketing che attira con una determinata offerta e poi, una volta arrivati al carrello, fa scoprire che il risparmio reale è molto più basso di quanto ci si aspettasse.
Nel nostro caso, alla fine, abbiamo risparmiato circa 10 euro sul totale.
🏗️ Serve un po’ di rinnovamento
Infine, la mia ultima considerazione riguarda il Parco in generale.
Gardaland mi è piaciuto, i miei figli si sono divertiti tantissimo e abbiamo trascorso una giornata piena di emozioni.
Però, guardandolo con gli occhi di un adulto, ho avuto la sensazione che serva un po’ di rinnovamento.
Un Parco di questo livello, soprattutto considerando il prezzo dei biglietti, secondo me dovrebbe continuare a investire, rinnovare le attrazioni e proporre qualcosa di nuovo.
Perché il rischio, se non si investe e non si rinnova, è che con il tempo il Parco perda quel fascino che da bambina lo rendeva, almeno ai miei occhi, il posto dei sogni.

❤️ Quindi, lo rifarei?
Nonostante le critiche, sono contenta di aver finalmente vissuto questa esperienza.
La cosa più bella è stata vedere i miei figli divertirsi, urlare sulle giostre, correre da un’attrazione all’altra e vivere quella stessa magia che, quando ero bambina, associavo al nome Gardaland.
Ci sono sicuramente aspetti che migliorerei, soprattutto per quanto riguarda prezzi, pulizia, gestione delle code e manutenzione, ma la giornata è stata comunque piena di risate ed emozioni.
Devo anche dire che le code sono state di breve durata e questo è stato un vantaggio per noi, considerando i 40 gradi. Tuttavia essendo nel weekend nella settimana centrale di agosto parchi così grandi dovrebbero avere il pienone. Infatti, tante altre persone hanno notato che Gardaland è stranamente mezzo vuoto. Chissà perché.
MA alla fine, dopo 42 anni di attesa, posso finalmente dirlo:
Gardaland, ci siamo incontrati. E ne è valsa la pena.
Ho mantenuto volutamente anche le critiche, perché rendono l’articolo più credibile: non sembra una pubblicità del Parco, ma il racconto sincero di una mamma che lo ha visitato per la prima volta.
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