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“Anche per te” di Lucio Battisti: testo e significato della canzone e perché rappresenta l’8 marzo

Tra le canzoni più intense e poetiche della musica italiana, “Anche per te” occupa un posto speciale. Scritta da Mogol e interpretata da Lucio Battisti, il brano è contenuto nell’album Umanamente uomo: il sogno del 1972.


Non è una semplice canzone d’amore, ma un racconto delicato e struggente dedicato a tre figure femminili ai margini della società. Proprio per questo motivo, “Anche per te” è spesso associata simbolicamente all’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna: una riflessione profonda sulla condizione femminile, sulla solitudine e sulla difficoltà di essere comprese.


“Anche per te” di Lucio Battisti: testo e significato della canzone e perché rappresenta l’8 marzo

Il significato di “Anche per te”

Il testo della canzone racconta tre storie diverse, accomunate da solitudine, sacrificio ed emarginazione. Il protagonista osserva queste donne con empatia e desidera aiutarle, ma si rende conto della propria impotenza.


1. La suora

La prima figura è una suora che si alza all’alba, prepara il caffè e, quasi senza più curarsi del proprio aspetto, va in chiesa a pregare. Vive in una dimensione distante dal mondo, che ormai sembra averla dimenticata. È una donna che ha fatto una scelta radicale, ma che appare isolata e invisibile agli occhi della società.


2. La prostituta

La seconda donna è una prostituta che consegna il denaro all’uomo che l’ha avviata sulla strada. Nonostante la durezza della sua condizione, il testo sottolinea un aspetto profondamente umano: lei continua ad aggiungere “ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne”. È una figura tragica ma capace di dare, anche quando riceve poco o nulla.


3. La ragazza madre

La terza protagonista è una ragazza madre, abbandonata dall’uomo che l’ha messa incinta. Vive nel rimpianto e nella paura: ogni uomo le ricorda l’errore commesso. Il suo sguardo è segnato dal terrore e dal senso di colpa, simbolo di una società che giudica più di quanto comprenda.

Il senso di impotenza del protagonista

In tutte e tre le storie, il narratore vorrebbe offrire aiuto, conforto, presenza. Tuttavia si scontra con un limite umano: l’incapacità di salvare tutti, di comunicare con tutti, di dare qualcosa a ciascuno.


Alla fine, prende coscienza della propria impotenza e rinuncia: “E così io resto qui.”

Mogol ha spiegato che questa canzone nasce da un suo conflitto personale: il desiderio di poter vivere e comunicare con tutti, di dare qualcosa a ogni persona che soffre, e la consapevolezza che questo è impossibile. Ha definito questa incapacità uno dei suoi problemi più grandi, un dolore così forte da trasformarsi in musica.


Perché “Anche per te” rappresenta l’8 marzo

Perché “Anche per te” rappresenta l’8 marzo

L’8 marzo non è solo una giornata celebrativa, ma un momento di riflessione sulla condizione delle donne, sulle disuguaglianze, sulla violenza e sull’emarginazione.

“Anche per te” rappresenta perfettamente lo spirito di questa ricorrenza perché:


  • Racconta donne invisibili, spesso ignorate dalla società

  • Mette in luce fragilità e forza insieme

  • Denuncia, in modo poetico, l’isolamento femminile

  • Invita all’empatia, non al giudizio


La suora, la prostituta e la ragazza madre sono simboli di tre forme diverse di esclusione: religiosa, sociale e morale. Battisti e Mogol non le giudicano, ma le osservano con rispetto e dolore, offrendo loro uno spazio di dignità attraverso la musica.

In questo senso, la canzone diventa un inno silenzioso alla comprensione e alla solidarietà femminile.


Analisi tematica e attualità

A oltre cinquant’anni dalla pubblicazione, “Anche per te” resta attuale. Le tematiche affrontate – solitudine, marginalità, senso di colpa, bisogno di ascolto – sono ancora presenti nella società contemporanea.

Il brano non propone soluzioni, ma pone una domanda implicita:

quanto siamo davvero capaci di aiutare chi soffre?

Ed è proprio questa domanda a renderla universale.


ANCHE PER TE - TESTO - LUCIO BATTISTI

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffè

Che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro a te

Che poi entri in chiesa e preghi piano

E intanto pensi al mondo, ormai, per te così lontano

 

Per te che di mattina torni a casa tua, perché

Per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te

Per te che metti i soldi accanto a lui che dorme

E aggiungi ancora un po' d'amore a chi non sa che farne

 

Anche per te vorrei morire ed io morir non so

Anche per te darei qualcosa che non ho

E così, e così, e così

Io resto qui

A darle i miei pensieri

A darle quel che ieri

Avrei affidato al vento,

cercando di raggiungere chi

Al vento avrebbe detto sì

 

Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi

Lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai

Per te che un errore ti è costato tanto

Che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto

 

Anche per te vorrei morire ed io morir non so

Anche per te darei qualcosa che non ho

E così, e così, e così

Io resto qui

A darle i miei pensieri

A darle quel che ieri

Avrei affidato al vento

cercando di raggiungere chi

Al vento avrebbe detto sì

Conclusione

“Anche per te” di Lucio Battisti non è soltanto una canzone, ma una riflessione profonda sulla condizione femminile e sui limiti dell’essere umano di fronte al dolore altrui.

Attraverso tre figure simboliche – la suora, la prostituta e la ragazza madre – il brano racconta l’emarginazione, la fragilità e la dignità delle donne. Il senso di impotenza del protagonista diventa specchio di una società che spesso osserva senza intervenire.


Per questo motivo, “Anche per te” rappresenta idealmente l’8 marzo: non come festa superficiale, ma come momento di consapevolezza, ascolto e rispetto verso tutte le donne, soprattutto quelle che il mondo tende a dimenticare.


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