Coyote vs. Acme, il film: quando Willy il Coyote porta finalmente l’ACME in tribunale
Aggiornamento: 8 ott
Ieri sera sono stato all’UCI Cinema di Marcianise a vedere Coyote vs. Acme il film, pellicola che doveva uscire già da qualche anno ma poi sostituito con l’uscita di Barbie. Per fortuna le cose sono andate bene e ieri siamo riusciti a vederlo sul grande schermo. Devo dire che sono uscita dalla sala con una sensazione molto semplice: mi sono divertito.
E non è poco.
Coyote vs. Acme, il film, prende uno dei personaggi più sfortunati e testardi della storia dei cartoni animati e gli fa fare quello che, probabilmente, prima o poi avrebbe dovuto fare: portare l’ACME in tribunale.
Dopo anni e anni di prodotti difettosi, esplosioni, trappole che si ritorcono contro di lui e piani sistematicamente falliti nel tentativo di catturare Beep Beep, Willy il Coyote decide che forse il problema non è lui. Forse è l'azienda.
E così comincia una vera e propria battaglia legale contro la gigantesca ACME, con un avvocato umano, Kevin Avery, interpretato da Will Forte, e una serie di situazioni che riescono a mescolare abbastanza bene il mondo dei Looney Tunes con quello della commedia live action.
La cosa che ho apprezzato maggiormente è che Willy resta Willy.
Non viene trasformato in un personaggio completamente diverso per adattarlo al cinema moderno. Continua a essere quel Coyote che conosciamo da sempre: ostinato, sfortunato, geniale nei suoi piani e terribilmente incapace di portarli a termine.
E soprattutto non parla.
Si esprime attraverso i suoi cartelli, le sue espressioni e la sua gestualità. Una scelta che, personalmente, ho trovato azzeccatissima perché mantiene vivo quel legame con il personaggio originale.
E poi c'è la comicità.
In sala abbiamo riso parecchio. Ma la cosa bella è che mi è sembrato uno di quei film capaci di funzionare su più livelli: i bambini possono divertirsi per le gag, le cadute, gli inseguimenti e le situazioni assurde; gli adulti possono cogliere anche l'ironia della storia e alcune letture più “serie”.
Ed è proprio qui che, personalmente, mi è venuta una riflessione.
Guardando Willy alle prese con tutti questi prodotti ACME che sembrano essere sempre più una condanna che un aiuto, mi è venuta quasi spontaneamente una metafora: le multinazionali da una parte e noi dall'altra.
Un po' come Willy, a volte mi viene da pensare che siamo noi gli inconsapevoli “tester” dei prodotti che utilizziamo, quelli che ne scoprono sulla propria pelle effetti, limiti e conseguenze.
Attenzione: questa è una mia personalissima associazione, non sto dicendo che sia il messaggio del film e nemmeno che il film parli realmente di questo.
Però è una di quelle riflessioni che un film leggero può lasciarti addosso quando esci dalla sala.
E forse è proprio questo il bello di Coyote vs. Acme: ti fa ridere, ti fa tornare per un'ora e mezza un po' bambino e, se vuoi, ti lascia anche qualcosa su cui ragionare.
Insomma, per me è promosso.
È divertente, scorrevole, adatto a grandi e piccini e soprattutto rispetta lo spirito del personaggio che abbiamo imparato a conoscere nei cartoni animati.
Willy il Coyote, finalmente, ha deciso di non farsi più prendere in giro dall'ACME.
E forse, dopo tutti questi anni, era anche ora.
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