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Filastrocche di Carnevale per bambini: rime allegre e divertenti per la festa più colorata

Il Carnevale è una delle feste più amate dai bambini, fatta di colori, maschere, coriandoli e tanta allegria. Le filastrocche di Carnevale per bambini sono un modo semplice e divertente per avvicinare i più piccoli alla magia di questa festa, stimolando fantasia, linguaggio e creatività. Brevi, ritmate e facili da ricordare, le filastrocche accompagnano giochi, recite scolastiche e momenti di condivisione in famiglia. In questo articolo troverai filastrocche allegre e coinvolgenti, perfette per celebrare il Carnevale con sorrisi e tanta spensieratezza.


carnevale filastrocche

Pulcinella di Ferdinando Russo

Pulcinella, sott' 'o pergulato,

comme se dica a lengua malandrina

miezo vevuto e tutto nnammurato

abbocca 'a cafattera a Culumbina.

Tu si' nu franfellicco nzuccarato!

Tu si' na rosa ' e maggio senza spina!

De sta cantina 'a frasca m'ha chiammato

e tu si' 'a cantenera 'e sta cantina!

Io, tale e quale 'o sguìzzaro mbriaco,

vevenno sempre d' ' a matina a' sera,

pe' nun te lassà mai, nun me vaco!

E, surchianno 'a cannòla, 'e chist'ammore

dice, cu nu suspiro, a' cantenera:

Nu' cchiù, cannòla mia, ca Giorgio muore!

Le maschere - S. Antonelli

Io sono fiorentino

vivace e birichino;

mi chiamo Stenterello

l’allegro menestrello.

Cantando stornellate

fo far mille risate.

Ed ecco qua Brighella,

la più brillante stella

del gaio carnevale

quando ogni scherzo vale…

Arrivo io ballando,

scherzando e poi saltando.

Mi chiamano Arlecchino

e sono il più carino.

Mi chiamo Pantalone:

il vecchio brontolone;

ma in tutto onor vi dico:

“Io sono vostro amico”.

Ed io son Pulcinella!

La maschera più bella.

Oh oh, che ballerino,

somiglio ad un frullino…

Il vestito di Arlecchino - Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino

ci mise una toppa Meneghino,

ne mise un’altra Pulcinella,

una Gianduja, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,

ci mise uno strappo sul ginocchio,

e Stenterello, largo di mano

qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì

fece un vestito stretto così.

Arlecchino lo mise lo stesso

ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone,

bolognese dottorone:

“Ti assicuro e te lo giuro

che ti andrà bene li mese venturo

se osserverai la mia ricetta:

un giorno digiuno e l’altro bolletta! ”.

Il gioco dei se

Se comandasse Arlecchino

il cielo sai come lo vuole?

A toppe di cento colori

cucite con un raggio di sole.

Se Gianduja diventasse

ministro dello Stato,

farebbe le case di zucchero

con le porte di cioccolato.

Se comandasse Pulcinella

la legge sarebbe questa:

a chi ha brutti pensieri

sia data una nuova testa.


L'invenzione di Pulcinella - Gianni Rodari

Signore e signori, fatevi avanti

più gente entra, più siete in tanti!

Correte a vedere la grande attrazione,

la formidabile invenzione.

Non sono venuto su questo mercato

per vendere il fumo affumicato.

Non sono venuto a questa fiera

per vendere i buchi del gruviera.

Il mio nome è Pulcinella

ed ho inventato la moz – za – rel – la!

Da questa parte, signori e signore

son Pulcinella il grande inventore!

Per consolare i poveretti

ho inventato gli spaghetti.

Per rallegrare a tutti la vita

creai la pizza Margherita!

Olio, farina, pomodoro

nulla vale questo tesoro.

Ad ascoltarlo corre la gente,

si diverte… e non compra niente!!

Maschera - Trilussa

Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!

E ancora tengo er grugno de cartone

che servì p’annisconne quello mio.

Sta da vent’anni sopra un credenzone

quela Maschera buffa, ch’è restata

sempre co’ la medesima espressione,

sempre co’ la medesima risata.

Una vorta je chiesi: “E come fai

a conservà lo stesso bon umore

puro ne li momenti der dolore,

puro quanno me trovo fra li guai?

Felice te, che nun te cambi mai!

Felice te, che vivi senza core!”.

La Maschera rispose: “E tu che piagni

che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni

che la gente dirà: Povero diavolo,

te compatisco… me dispiace assai…

Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!

Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:

e se te pija la malinconia

coprete er viso co’ la faccia mia

così la gente nun se scoccerà…”.

D’allora in poi nascónno li dolori

de dietro a un’allegia de cartapista

e passo per un celebre egoista

che se ne frega de l’umanità!

A Carnevale - Juan Ramón Jiménez

A Carnevale i ragazzi si travestono

chiassosamente da pagliacci.

Lungo la strada i coriandoli

rotolavano sotto la sferza pungente

del forte vento del pomeriggio.

Un gruppo di donne sulla piazza

girava allegramente

intorno ad un asino.

I ragazzini, vedendolo imprigionato,

ragliavano per farlo ragliare.

Tutta la piazza non era che

un concerto di ragli,

di risate, di canzoni,

di tamburelli e di mortai.

Carnevale - Gabriele D'Annunzio

Carnevale vecchio e pazzo

s’è venduto il materasso

per comprare pane e vino

tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle

la montagna di frittelle

gli è cresciuto un gran pancione

che somiglia ad un pallone.

Beve e beve e all’improvviso

gli diventa rosso il viso

poi gli scoppia anche la pancia

mentre ancora mangia, mangia…

Così muore carnevale

e gli fanno il funerale

dalla polvere era nato

ed in polvere è tornato.

La stagion del Carnevale - Carlo Goldoni

La stagion del Carnevale

tutto il Mondo fa cambiar.

Chi sta bene e chi sta male

Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;

chi non ne ha ne vuol trovar;

e s’impegna, e poi si vende,

per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,

ognuno va dove gli par;

ognun corre a qualche invito,

chi a giocare e chi a ballar.

Par che ognuno di Carnevale

a suo modo possa far,

par che ora non sia male

anche pazzo diventar.

Viva dunque il Carnevale

che diletti ci suol dar.

Carneval che tutto vale,

che fa i cuori giubilar.


Filastrocca di Carnevale - Giuseppe Bordi

Filastrocca di Carnevale

fai uno scherzo niente male

getta acqua di ogni colore

e lava via tutto il grigiore.

 

Togli lo sdegno da ogni viso

curva le labbra in un sorriso

riempi le bocche di belle risate

e le strade di carri e parate.

 

Regala al cielo le stelle filanti

ai disillusi due occhi sognanti

spargi coriandoli per la via

riporta nei cuori la fantasia.

 

Porta un costume a tutti noi

facci giocare a essere eroi

e sotto questi mascheramenti

saremo tutti felici e contenti.

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