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Il testo di Greta di Antonio Maggio e PierDavide Carone

“Greta” di Antonio Maggio e PierDavide Carone è una canzone che racconta l’amore con uno sguardo sincero e disarmante, fatto di parole quotidiane, fragilità e piccoli gesti che diventano universali. Il brano nasce dall’incontro tra due penne sensibili del cantautorato italiano contemporaneo e si distingue per la sua capacità di trasformare una storia personale in un racconto emotivo in cui è facile riconoscersi. Il testo di “Greta” alterna dolcezza e disincanto, descrivendo relazioni imperfette, silenzi, attese e quella distanza emotiva che spesso separa ciò che proviamo da ciò che riusciamo a dire. In questo articolo approfondiamo il testo di “Greta” di Antonio Maggio e PierDavide Carone, facendoci trasportare dalle emozioni che emergono verso dopo verso.


Il testo di Greta di Antonio Maggio e PierDavide Carone

GRETA - TESTO - ANTONIO MAGGIO & PIERDAVIDE CARONE

 Ti è mai successo di guardare il mare per una volta almeno senza me?

 A me è successo di guardarlo da solo ma non vedevo niente

Cuore di plastica da riciclare e il tuo pensiero che di notte mi fa ancora male

e non riesco più a mandarlo via


C’è un buco nel mio ozono, non penso ergo non sono é solo che ho bisogno di te

Da qui la Terra è piatta e come sigaretta mi fumi, mi consumi e poi mi butti via

 E se mi incastro come un pesce salto fuori dall’acqua,

mi trascini via


 Non riesco a respirare sulla terraferma, io non so nuotare

Se non sai differenziarmi metti tutto in un sacco e poi buttami via,

 tanto hai preso già il mio cuore e poi lo hai messo dentro a un congelatore,

 dentro a un congelatore



Ti è mai successo di ricominciare per una volta almeno senza me,

che non riesco neanche a immaginare di rimanere solo

Ho un buco nei miei giorni, aspetto che ritorni tu sei il mio sogno nel cassonetto

E io senza più scuse e tu senza più tempo

e pure Greta me l’ha detto…


…che se mi incastro come un pesce salto fuori dall’acqua, mi trascini via

 Non riesco a respirare sulla terraferma, io non so nuotare

 Fuori l’aria è avvelenata dalla tua mancanza che non va più via

Ho pianto dentro una bottiglia

e poi l’ho messa dentro a un congelatore,

dentro a un congelatore

Però son vivo da morire

Però son vivo da morire


Anche se dentro le mie vene ormai c’è solo kerosene

Anche se il mondo é un senzatetto, è un poveretto,

è una parola senza fine,

è una parola senza fine

E invece io, invece io… gli voglio ancora bene


 E se mi incastro come un pesce salto fuori dall’acqua, mi trascini via

 Non riesco a respirare sulla terraferma, io non so nuotare

 Se non sai differenziarmi metti tutto in un sacco e poi buttami via,

tanto hai preso già il mio cuore e poi lo hai messo dentro a un congelatore,

dentro a un congelatore


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