Le 10 più belle canzoni di Roberto Vecchioni - Per conoscere il professore della musica italiana
Aggiornamento: 6 giorni fa
Un cantautore capace di vincere nella sua infinita carriera il Premio Tenco, il Festivalbar e il Festival di Sanremo. Questo è Roberto Vecchioni, nato nel 1943 e che ha sfornato nel corso dei decenni canzoni indimenticabili, grandi storie destinate a vivere per sempre e che resteranno nella storia della musica italiana.
Un grande paroliere, nonché professore, che potremmo restare ore ad ascoltare senza mai stancarci. Mai banale, ha creato nel tempo un'infinità di capolavori.
Per chi vuole iniziare a conoscerlo, abbiamo provato a fare una selezione delle più belle dieci canzoni di Roberto Vecchioni. Anche se scegliere, è stato davvero difficile.

LUCI A SAN SIRO - 1971
Può la prima vera hit di un cantautore risultare quella per cui si è più riconosciuti, anche a distanza di più di cinquant'anni dall'uscita? Succede. Ne è la dimostrazione Luci a San Siro, che tutti conoscono, pur provenendo da un tempo lontano. Una prova cantautorale superba, che resiste e resisterà al tempo per sempre. Perché le canzoni infinite, sono in grado anche di fare questo.
SAMARCANDA - 1977
Può una canzone che tratta il tema della morte diventare un brano nazionalpopolare? Roberto Vecchioni può anche questo. La storia di un uomo che per sfuggire alla morte, va esattamente incontro al suo destino finale.
Impossibile non cantare e ballare su queste note, nonostante il testo tutt'altro che banale.
L'ULTIMO SPETTACOLO - 1977
Inserire le grandi storie dell'Iliade e dell'Antica Grecia all'interno di una canzone che tratta della fine di un rapporto, ma non di un amore. Perché le due cose, non sempre coincidono.
In una poesia senza eguali, questo brano entra di diritto tra i più bei testi che un cantautore abbia mai concepito.
STRANAMORE - 1978
Diverse forme di quel che qualcuno prova a chiamare amore. Si passa dalla violenza domestica al pestaggio da parte di un gruppo di fascisti, dai conquistatori agli eroi.
In un ritmo incalzante e un testo come sempre di livello superiore, ecco un altro brano indimenticabile di Vecchioni.
SIGNOR GIUDICE - 1979
Sapete che Roberto Vecchioni fu arrestato? E poi scarcerato. Finì in carcere perché accusato di spaccio di sostanze stupefacenti fuori una scuola a dei minorenni, dal giudice istruttore del tribunale di Marsala. Sembra che un ragazzo accusò di questo il cantautore, salvo poi ritrattare subito dopo il primo confronto.
Così, Roberto Vecchioni scrisse questa bellissima e ironica Signor Giudice, dedicata appunto a chi l'aveva spedito in gattabuia con tanta leggerezza.
BEI TEMPI - 1985
Non è solo quella canzone. È tutto l'album che amo. Da Millenovantanove a La mia ragazza, fino a Piccolo amore e ovviamente Bei tempi, è impregnato di bei brani tra cui è difficile scegliere. Questo selezionato parla del tempo andato sì, ma anche goduto, guardato con nostalgia.
VOGLIO UNA DONNA - 1992
La canzone che ha permesso a Roberto Vecchioni di vincere il Festivalbar nel 1992, anche se forse oggi, per via del dilagante politically correct che cerca di prendere possesso di ogni forma d'arte, non sarebbe presa benissimo.
Il cantautore parla della ricerca di una donna di una volta, non in carriera, con la gonna, senza troppi fronzoli. Comunque un gran brano, che ha conquistato le classifiche di quegli anni.
SOGNA RAGAZZO SOGNA - 1999
Si dice che l'ultimo giorno da professore prima di andare in pensione, Roberto Vecchioni si presentò in aula cantando questa canzone.
In ogni caso, un brano dedicato appunto a tutti gli alunni che ha avuto nel tempo, un'altra di quelle canzoni che sarà impossibile da dimenticare, che resterà per sempre nel fiume della storia della musica italiana.
VINCENT - 2000
A Vecchioni è sempre piaciuto prendere spunto dalla storia e dai personaggi più importanti per comporre alcune delle sue meravigliose canzoni.
Vincent è una sorta di lettera che Paul Gauguin scrive al suo amico Vincent Van Gogh, dopo che quest'ultimo si è suicidato.
Un brano straziante, di una bellezza incommensurabile. Ascoltare per credere.
CHIAMAMI ANCORA AMORE - 2011
Poi, quando meno te l'aspetti, la presenza di Roberto Vecchioni al Festival di Sanremo, a cui aveva partecipato una volta soltanto nella storia, nel 1973, con L'uomo che si gioca il cielo a dadi. Ma questa volta è il 2011 e il cantautore non viene all'Ariston per partecipare, vuole vincere. Ha il brano perfetto e infatti non delude le aspettative.
L'ultimo trofeo da mettere in bacheca è conquistato, per un uomo che ha fatto veramente la storia delle belle parole tramutate in musica in Italia.
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