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Le 15 migliori canzoni italiane che parlano del corpo: quando il fisico diventa musica

Il corpo non è solo materia: è memoria, identità, ferita e orgoglio. Nella musica italiana, il fisico diventa spesso protagonista di racconti intensi, intimi e a volte scomodi. Ci sono canzoni che parlano di trasformazione, altre di accettazione, altre ancora di rabbia, desiderio o disagio.

Questi brani non descrivono solo un corpo, ma il rapporto che abbiamo con esso, con lo sguardo degli altri e con la nostra fragilità. Ascoltarli significa riconoscersi, anche quando fa male.

Ecco le 15 migliori canzoni italiane sul corpo.


canzoni fisico

1 - Vuoto a perdere - Noemi

Sono un peso per me stessa

Sono un vuoto a perdere

Sono diventata grande senza neanche accorgermene

E ora sono qui che guardo

Che mi guardo crescere

La mia cellulite le mie nuove

Consapevolezze

In questa canzone il corpo è percepito come contenitore stanco, svuotato, quasi sacrificabile. Il fisico non è celebrato, ma vissuto come qualcosa che si consuma nel tentativo di reggere il peso delle aspettative. La pelle diventa metafora di un limite emotivo, di una soglia oltre la quale ci si sente invisibili. È un brano che parla di corpo e anima che si perdono insieme, senza fare rumore.

2 - Ci vuole un fisico bestiale – Luca Carboni

Ci vuole un fisico speciale

Per fare quello che ti pare

Perché di solito a nessuno

Vai bene così come sei

Tu che cercavi comprensione, sai, comprensione, sai

Ti trovi lì in competizione, sai, competizione, sai

Ci vuole un fisico bestiale

Per resistere agli urti della vita

Ma quel che leggi sul giornale

No no, e certe volte anche alla sfiga

Qui il corpo esplode, diventa eccesso, istinto, potenza pura. Non c’è vergogna, non c’è misura: il fisico è animale, vitale, fuori controllo. La canzone gioca con l’ironia, ma sotto la superficie racconta il desiderio di sentirsi vivi dentro la propria carne. È una celebrazione del corpo che si muove, che occupa spazio, che non chiede permesso.

3 - Il corpo umano - Jovanotti

Il corpo umano è un meccanismo splendido

Che un giorno andrà lasciato

Ma ora che c'è, prendilo

Fanne un buon uso, onoralo e ascoltalo

Lo vedi, è un'astronave, è un mistero, è un miracolo

Che gioia immensa

Vedere il corpo umano che sublima la violenza in una danza

Questo brano osserva il corpo come se fosse una mappa fragile e complessa. Ogni parte racconta una storia, ogni gesto rivela una verità emotiva. Il fisico diventa linguaggio, memoria visibile di ciò che abbiamo vissuto. È una canzone che invita a guardarsi con più attenzione, riconoscendo la bellezza anche nelle imperfezioni.

4 - Il mio corpo che cambia – Litfiba

È il mio corpo che cambia

Nella forma e nel colore

È in trasformazione

È una strana sensazione

In un bagno di sudore

È il mio corpo che cambia

E cambia, e cambia

E cambia, e cambia

Il corpo che cambia fa paura, ma è anche prova di crescita. In questo brano il fisico diventa il simbolo di un’identità che non è più quella di prima. È un corpo che invecchia, che muta, che non risponde più alle stesse regole. La canzone racconta lo spaesamento, ma anche la forza di accettare il cambiamento come parte inevitabile della vita.

5 - Storia del mio corpo – Michele Bravi

Stare nascosto nel mio corpo

Stare nascosto

Il mio corpo è una casa che mi porto addosso

Sopra i muri ha scritto quello che è successo

L'ho buttato sopra una poltrona senza cura

Come fosse di un'altra persona

E l'ho spogliato e dato al vento come una bandiera

L'ho aperto e chiuso come avesse dietro una cerniera

E l'ho sentito urlare: "Vivimi, vivimi, vivimi"

"Ti prego, bruciami come fiammiferi"

Una delle canzoni più intime sul rapporto con il fisico. Il corpo diventa diario, testimone silenzioso di dolore, amore e scoperta di sé. Michele Bravi racconta un corpo che ha sofferto, ma che resta l’unico posto possibile in cui abitare. È un brano delicato, che parla di accettazione senza retorica.


6 - Questo corpo - La Rappresentante Di Lista

A me non piace niente, non mi piace nessuno

Questo corpo che è stato una festa!

Pieno di falsi amori, pieno di peli

Verrò con tutto il mio cuore a dirti: "Cosa credi?"

Questo corpo che mi vuole bene

Anche se cade non succede niente

È una promessa che faccio a me stessa:

Io mi riprendo quello che mi hai portato via!

Il corpo è conflitto e tentativo costante di accettazione, ma è anche memoria di una vita passata con esso. La voce inconfondibile di Veronica scandisce un meraviglioso testo che descrive e vive il corpo in modo unico.

7 - Solo – Claudio Baglioni

Avevi già

preso con te

le mani le sere la tua allegria

non tagliare i tuoi capelli mai

mangia un po' di più che sei tutt'ossa

e sul tavolo fra il the e lo scontrino

ingoiavo pure questo addio...

In questa malinconica canzone di Claudio Baglioni, si descrive il momento di un addio e il cantautore si raccomanda alla sua amata di prendersi cura di se stessa anche in sua assenza, di non tagliare i capelli e di mangiare di più perché troppo magra. È una riflessione malinconica e profonda sulla fragilità umana.

8 - Brutta – Alessandro Canino

Brutta

Ti guardi e ti vedi brutta

Ti perdi nella maglietta

E non vuoi uscire più 

Cresceranno i seni

Chi ti prende in giro

Sono dei ragazzi scemi

Ma quelle risatine dietro

Sembrano pugnali

Piangi e ti si appannano gli occhiali

Una canzone che affronta il tema dello sguardo esterno sul corpo. “Brutta” diventa un’etichetta che ferisce, che riduce una persona a un giudizio estetico. Il fisico è terreno di insicurezza, ma anche di ribellione. Il brano smaschera la crudeltà dei canoni e l’assurdità del giudizio.

9 - Specchio – Subsonica

Specchio due dita in gola e mi riconoscerai

potrei far meglio ma lo

sai qui tutto si è ristretto

la gioia, il tempo, lo spazio, il sentimento

sai non è tutto perfetto

si tira dritto sfiorando il precipizio

Specchio questa mattina quanti anni mi dai

il cuore non mi parla spesso, ha smesso

spento e riacceso non funzionerà mai

sai che lo so

Lo specchio è il luogo del confronto più duro: quello con se stessi. Il corpo riflesso non mente, ma spesso non consola. In questa canzone il fisico è identità frammentata, percezione distorta, ricerca di riconoscimento. È il racconto di chi fatica a riconoscersi nella propria immagine.

10 - Perfetta così – Aka 7even

Eri così fragile che

Avevi paura di me, di te, di noi

Ma cosa vuoi dirmi con i tuoi silenzi?

Non vedi che sei bella, bella, bella così

Sei perfetta così, così, così, così

Nei tuoi difetti, nelle imperfezioni

Baby, giuro che tu sei perfetta così

E sorridi perché quando lo fai tu mi uccidi

Un inno all’accettazione del corpo così com’è. Il fisico non deve essere corretto, cambiato o migliorato per meritare amore. La canzone parla di imperfezioni che diventano unicità. È un messaggio semplice, ma potente, soprattutto per chi cresce in un mondo ossessionato dall’apparenza.


11 - Bella così – Chadia Rodriguez

Piacere mi chiamo Donna

Convivo col difetto e con la vergogna

Sto in giro con i tacchi e la gonna corta

Se sono troppo magra o troppo rotonda

Mi hanno chiamato "secca" e "balena"

Gridato in faccia e sussurrato alla schiena

Mi hanno dato della suora, della troia, della scema

Senza trucco, senza smalto e crema

Io mi piaccio così (sì)

Chadia canta un corpo libero, fiero, che non chiede approvazione. È una risposta diretta ai giudizi, alle aspettative, alle etichette. Il fisico è affermazione di identità, non oggetto di confronto. La canzone trasmette forza e autodeterminazione.

12 - Dile – Carnevale

Lei che si nasconde sempre dentro le canzoni tristi

Si giudica allo specchio anche se odia i pregiudizi

Quando s'innamora non le viene fame

Lancia le monete dentro le fontane

Cerca gli occhi di suo padre nelle storie complicate

Ama stare sola ma non è capace

Mette una maschera anche se non è carnevale

Mette una maschera anche se non è carnevale

Qui il corpo è tensione emotiva, desiderio trattenuto, bisogno di contatto. Il fisico comunica ciò che la voce non riesce a dire. È una canzone sensibile, in cui il corpo diventa spazio di relazione e vulnerabilità.

13 - La rabbia non mi basta – BigMama

Guarda me, adesso sono un'altra

La rabbia non ti basta, hai cose da dire

Se ti perdi segui me

Quel vuoto non ti calma

È il buio che ti mangia e non ti fa dormire

Animo buono ma riempito d'odio

Per far testa a quello degli altri

Più di un colpo d'arma da fuoco

E ti restava solo incassarli

È facile distruggere i più fragili

Colpire e poi affondare chi è solo

Il corpo è politico, è bersaglio, è campo di battaglia. BigMama racconta un fisico giudicato, attaccato, ma mai domato. La rabbia nasce proprio dal corpo che viene osservato, commentato, ridotto. È un brano potente, che trasforma il dolore in affermazione.

14 - L’obeso – Giorgio Gaber

L'obeso

L'obeso ha un aspetto imperturbabile e imponente

è un grosso uomo che si muove lentamente

Mangia sempre dalla sera alla mattina

Con l'isterica passione per qualsiasi proteina

L'obeso è imprigionato nel suo corpo assai opulento

Sembra un uomo generato da un enorme allevamento

Gaber usa il corpo per smascherare l’ipocrisia sociale. utilizza la figura del grasso come metafora dell'uomo contemporaneo: vorace, insoddisfatto e "pieno di nulla", simbolo di una società consumistica che divora tutto. Una canzone ancora attuale, capace di far riflettere e disturbare.

15 - Il linguaggio del corpo – BigMama & Paola e Chiara

So che il mio corpo ti parla

Sulle curve sbandi e per strada ti lascerò

Freddo vestendo i tuoi panni

Che indossi da anni, ma ho un alibi e scapperò

Fit check, zero feedback

Solo me, me, me, due di picche

Quanto finge

Chi ti dice “Hai solo me, me, me”

Qui il corpo è comunicazione pura. Non servono spiegazioni: il fisico parla da solo. Movimento, presenza, energia diventano linguaggio identitario. È una celebrazione del corpo come mezzo di espressione libera, sensuale e consapevole.

CONCLUSIONE

Le canzoni che parlano del fisico ci ricordano che il corpo non è mai solo apparenza. È storia, emozione, conflitto, forza e fragilità. Attraverso la musica impariamo a guardarci con più rispetto, a riconoscere che ogni corpo ha una voce e merita ascolto.

Perché, alla fine, abitare il proprio corpo è il primo vero atto di libertà.

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