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Le 30 più belle canzoni di Pino Daniele

13 gen 2025
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 5 giorni fa

È stato difficile selezionare solo 30 canzoni di Pino Daniele.

Quelle dei primi album appartengono a ciò che Pino Daniele chiamava “Tarumbò”, un genere musicale che mescola tarantella e blues. Sono testi di protesta amore e nostalgia ma anche rabbia nei confronti della sua terra. La musica e i testi sono nati dalle influenze del clima giovanile di protesta degli anni '70. A mano a mano, entrando negli anni '90, sperimenta stili nuovi, assorbendo ritmi del Sud del Mondo, provando anche ad avvicinarsi di più al Pop. Tuttavia chi ama Pino Daniele, preferirà sempre ascoltare i primi tre album.

Se hai voglia di conoscere di più la sua musica, ecco di seguito 30 canzoni imperdibili.

TERRA MIA (1977)


Napule è


Canzone che ha ottenuto il disco di platino, scritta quando Pino Daniele

aveva solo 18 anni ed esprime odio e amore verso la sua città. Napoli è una carta sporca ma anche mille colori, Napoli è profumo di mare, voci di bambini, sole amaro. La canzone è diventata inno della città e tutti i suoi abitanti non possono che emozionarsi nel cantarla.


Na tazzulella e cafè


Estratta dall’album Terra mia (1977), una canzone lanciata in radio da Renzo Arbore, un brano di protesta contro i potenti, accusati di lasciare nell’ignoranza il popolo, concedendogli solo una consolazione: ovvero una tazzina di caffè. Una canzone di denuncia contro il sistema che nasconde le ingiustizie donando “oppio ai popoli”


Terra mia


Terra mia celebra le radici della città di Pino, è un canto malinconico di una Napoli madre e matrigna che non puoi smettere di amare, pur riconoscendo tutto quello che non va.


Cammina cammina


Cammina cammina è una canzone che riflette il tema della solitudine, del senso di isolamento vissuto da chi è anziano e non gli restano che i ricordi del passato. Attraverso le parole di quest’uomo, si esprime la sofferenza universale che vivono tutti gli anziani che si sentono tagliati fuori dalla società e ricordano nostalgicamente i loro amori del passato.


PINO DANIELE (1979)


Chi tene ‘o mare


Un brano in cui celebra il mare come simbolo di infinito e libertà. Il brano, accompagnato dal sax di James Senese è una canzone triste che esprime lo stato d’animo di chi nasce e cresce vicino al mare, e per questo acquisisce un punto di vista sulla realtà più profondo e, per questo, soffre di più. Eppure non riesce più a stare lontano da quel mare.


Basta na jurnata ‘e sole


Una canzone dal ritmo blues da cui puoi farti travolgere anche se non comprendi del tutto la lingua napoletana.


Je so’ pazzo


” Quando ero piccolo Vivevo con due zie e, poiché combinavo spesso qualche pasticcio, mi punivano rinchiudendomi in una stanza sul pianerottolo, isolata dal loro appartamento, completamente buia. Avevo una gran paura perché, dopo poco tempo che stavo in quella stanza, cominciavo ad avvertire una presenza misteriosa che mi sussurrava frasi poco amichevoli, con marcato e obsoleto accento napoletano “Guaglio’, vavattenne! Ccà nun può stà, nun è casa toja! Ce simmo capite?”

Non raccontai mai nulla, a nessuno, di quell’esperienza, e tantomeno alle zie, perché avevo paura che mi pigliassero per pazzo. A 18 anni scoprii che quella era stata la casa di Masaniello, capitano del popolo napoletano che, con grande coraggio, nel luglio del 1647, si era ribellato ai soprusi di un governo antiliberale del vicerè spagnolo e, da quest’ultimo, che lo accusò di pazzia, fu giustiziato”.

Così racconta Pino Daniele il motivo per cui si è ispirato a scrivere je so pazzo, ha immaginato un pazzo che protestava fregandosene delle conseguenze.


Putesse essere allero


Canzone blues di una dolcezza unica, Pino Daniele disperato perché lei non gli parla “mi sento un bambino che non può far la pipì” con questa espressione fa capire in modo diretto quanto è sulle spine. Nelle strofe descrive le piccole cose per cui potrebbe sentirsi felice con poco.


E cercame’e me capì


Pino Daniele ha sempre dichiarato di aver trovato attraverso la musica, il suo mezzo per esprimere quello che aveva da dire. Tuttavia quando è arrivato con prepotenza il successo negli anni 80, si è sentito travolto e in questa canzone esprime la voglia che a volte aveva di abbandonare tutto e fuggir via.


NERO A METÀ (1980)


I say je sto ccà


Testo in cui si evidenzia il mix di inglese italiano e napoletano accompagnato dal nuovo sound mediterraneo che mescola vari generi. Il brano descrive un uomo alcolizzato che beve per non sentire la tristezza e la paura.


Quanno chiove


Una canzone che celebra la pioggia come purificazione dai dolori della vita, la canzone è dedicata a una prostituta, che ogni giorno Pino Daniele vedeva andare a lavorare, dipingendo un’immagine malinconica di lei per strada che aspettava la pioggia quasi come un conforto da quella vita misera.


Voglio di più


Voglio di più, un grido disperato di chi non si accontenta e vuole lottare per una vita migliore di quella che ha.


Appocundria


Appocundria non si traduce in italiano con ipocondria, come molti pensano, non esiste una parola in italiano che possa tradurla in modo completo. Forse si può accostare alla “saudade portoghese”, un malessere doloroso ma dolce, struggersi verso qualcosa di irraggiungibile. Un sentimento che vive chi va via da Napoli.


A me me piace ‘o blues


Pino Daniele, agli esordi, disse che la musica era il canale giusto per quello che aveva da dire e il blues era l'elemento adatto a esprimere le sensazioni e la rabbia che sentiva per raccontare le ingiustizie che osservava.


Alleria


Anche se questa canzone si chiama “alleria” è una delle canzoni più malinconiche di Pino Daniele. I versi esprimono la sofferenza davanti al fatto che le cose con il tempo cambiano e che il dolore che portiamo dentro e, spesso, gli altri non comprendono solo Dio lo conosce.


VAIMÒ (1981)


Yes I know my way


Questo brano racchiude il vero sound dei primi anni di Pino Daniele, “Yes, I Know my way, ma nun è addò m’è purtat tu” io conosco la mia strada ma non è dove tu mi hai portato.

Nel brano si esprime l’importanza di conoscere la propria strada e di difenderla da chi vuole confonderci con idee che non ci appartengono. “mettere i bambini al sole” è un modo per dire di insegnare ai bambini la differenza tra bene e male.


Viento e terra


Pino Daniele nelle sue canzoni utilizza spesso metafore come la luna o la primavera per indicare l’amore, il sole che rappresenta il bene e il vento, simbolo di cambiamento che strappa via le cose sbagliate dalla nostra strada. Il brano parla del cambiamento, accompagnato dal vento di terra, il vento caldo del sud che porta follia e impulsività.

“La vita è un moroso che nessuno ti fa dare” è un rimando a un vecchio modo di dire e si riferisce alla brevità della vita e alle opportunità che devi rincorrere, perché nessuno ti regala niente.

BELLA 'MBRIANA (1982)


Bella ’mbriana


La bella ‘mbriana a Napoli rappresenta lo spirito buono della casa che va rispettato. Ci sono delle regole da seguire, ad esempio, avere cura della casa, tenerla in ordine e non parlare mai male della casa tra le mura domestiche, perché se lei ascolta, potrebbe offendersi e gettare vibrazioni negative sugli inquilini. Pino Daniele dedica una canzone a questa leggenda. “Che paura a primmavera nun saje cchiù che t'haje aspettà e che succede” esprime la paura verso il futuro e l’amore.


Maggio se ne va


Questo breve brano malinconico esprime il malessere provato da parte di tutte quelle persone che sono sempre alla ricerca di qualcosa di più grande. Pino Daniele crede che chi non si accontenta ed è sempre alla ricerca, si sente insicuro ed è “nudo” davanti agli altri.


SCHIZZICHEA (1988)


Gesù Gesù


Quando una storia finisce, dimentichiamo quanto siamo stati bene, noi cambiamo e di conseguenza anche le relazioni in cui siamo coinvolti. E che forse l’amore, in fondo, è solo un’illusione.

MASCALZONE LATINO (1989)


Anna verrà


Canzone dedicata ad Anna Magnani, ci si chiede semmai la guerra finirà e ci sarà un cambiamento per tutti quelli che vogliono ancora emozionarsi e credono in un mondo migliore.


UN UOMO IN BLUES (1991)


O' scarrafone


Tra le canzoni più note nella storia della musica italiana, c’è certamente questa! Pino Daniele restò colpito dal successo della Lega Nord che in quegli anni definiva terroni la gente del Sud. Nel brano si parla di alcuni meridionali emigrati al Nord per lavorare.


SOTTO QUESTO SOLE (1992)


Quando


Pubblicata nell’album Sotto ‘o sole del 1991, questa canzone è nella colonna sonora del film Pensavo fosse amore… invece era un calesse, diretto e interpretato da Massimo Troisi. All’inizio della stesura del testo, il brano riportava i versi “e vivrò, sì vivrò,/ tutto il giorno per vederti ballare“, poi sostituiti, su suggerimento di Troisi, con “e vivrò, sì vivrò/ tutto il giorno per vederti andar via“.


O ssaje comme fa ‘o core


“Ho scritto questa canzone ‘O ssaje comme fa ‘o core’ ed è stato per me un momento bellissimo… cioè io ho tentato in tutti i modi di entrare in un disco di Pino Daniele, e finalmente con questa canzone ci so’ riuscito, lo invitavo a cena tutte le sere… gli facevo trova’ ‘stu foglietto, ‘sta poesia dappertutto sott’ ‘o piatto, così lui non la leggeva ma non lo so se non la leggeva o lui mangiava talmente bene che diceva io non la leggo così m’invita n’ata vota…“. Massimo Troisi

CHE DIO TI BENEDICA (1993)


Mal di te


Quando ascolterai questa canzone ti sembrerà di essere in riva di mare. Sembra sia stata scritta come dedica a Serena Grandi con cui Pino Daniele avrebbe avuto un flirt.


Sicily


Una canzone dedicata alla Sicilia che ha vinto il Premio Tenco dove esprime amore per una terra fatta di pescatori e mare, che sa che può cambiare. Sicilia, terra di nessuno.


NON CALPESTARE FIORI NEL DESERTO (1995)


Anima


Un brano dedicato all’anima e a tutto ciò che rappresenta, un invito ad aprirsi di più alle emozioni e a tutto ciò che di puro abbiamo dentro di noi.


DIMMI COSA SUCCEDE SULLA TERRA (1997)


Amici come prima


Canzone malinconica che parla di una storia finita e la disperazione di chi la vorrebbe ancora nella stanza con lui.


Questo immenso


Un brano malinconico e dolce che parla dell’immenso che può durare un minuto o tutta la vita, si riferisce all’amore che affidiamo nelle mani di chi amiamo, senza sapere mai come andrà a finire.


MEDINA (2001)


Senza ‘e te


Brano in dialetto napoletano in cui Pino Daniele fa esplodere tutto il suo romanticismo “perché senza di te, io non credo più a nessuno, perché senza di te, io sono niente”


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