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Le migliori 20 canzoni di Gianluca Grignani e le curiosità sul rocker, tra genio, successo e fragilità

C’è chi lo definisce il "John Lennon italiano", chi lo vede come l'ultimo dei poeti maledetti della nostra musica. Una cosa è certa: Gianluca Grignani non è mai stato un artista "comodo".

Dall’esordio folgorante degli anni '90 alle performance tormentate di Sanremo, la sua carriera è un’altalena rutilante di successi mondiali e cadute rovinose. Nel 2026, Grignani resta una delle figure più magnetiche e discusse del panorama musicale italiano. Scopriamo insieme le curiosità, i grandi traguardi e le ombre di un artista che ha sempre preferito la verità al perbenismo.

Ecco le migliori 20 canzoni di Gianluca Grignani e le principali curiosità sul rocker.


grignani canzoni

1. Il Successo: L'esplosione di "Destinazione Paradiso"

Tutto inizia nel 1995. Un ragazzo dai capelli lunghi e lo sguardo malinconico sale sul palco di Sanremo con Destinazione Paradiso. È un terremoto. L'omonimo album vende due milioni di copie in un anno, diventando un fenomeno anche in Sudamerica (col titolo Destino Paraíso).


Ma la vera prova del suo genio arriva l'anno dopo con "La Fabbrica di Plastica". Invece di replicare il pop facile che lo aveva reso celebre, Grignani pubblica un disco rock psichedelico, sporco e sperimentale. Fu uno shock per l'epoca, ma oggi è considerato dai critici uno dei migliori album rock della storia italiana.


2. Le Controversie: La lotta contro i propri demoni

La carriera di Grignani è stata spesso offuscata dalle cronache. Il termine "maledetto" non gli è stato dato per caso:

  • Le performance imprevedibili: Dai concerti interrotti bruscamente alle apparizioni televisive confuse, Gianluca ha spesso mostrato il suo lato più fragile e ribelle in pubblico.

  • I problemi legali e gli eccessi: Gli scontri con le forze dell'ordine e le ammissioni di abuso di sostanze hanno segnato i titoli dei giornali per anni, trasformandolo nel "Joker" della musica italiana — un soprannome che lui stesso ha poi abbracciato con la canzone A Long Goodbye.


3. Curiosità che forse non conosci

  • Il rifiuto della fama: All'apice del successo, Grignani è spesso "scappato". Si racconta che dopo il primo Sanremo si fosse rifugiato in montagna per sfuggire all'isteria collettiva delle fan.

  • La passione per il cinema: Non solo musica; Gianluca ha recitato nel film Branchie (1999), tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, a conferma della sua anima profondamente artistica e poliedrica.

  • Padre di quattro figli: Nonostante l'immagine da rocker sregolato, Grignani ha sempre dichiarato che il legame con i suoi quattro figli (Ginevra, Giselle, Giosuè e Giona) è l'unica vera ancora di salvezza della sua vita.


4. Il ritorno e la "Resurrezione" a Sanremo

Negli ultimi anni, specialmente con la partecipazione a Sanremo 2023 con il brano Quando ti manca il fiato, Grignani ha mostrato un volto nuovo: più maturo, ferito, ma incredibilmente lucido nel raccontare il difficile rapporto con il padre. La sua è una storia di resilienza: cadere davanti a tutti e avere il coraggio di rialzarsi, microfono alla mano.


ECCO LE MIGLIORI 20 CANZONI DI GIANLUCA GRIGNANI


La mia storia tra le dita

Sai penso che

Non sia stato inutile

Stare insieme a te

Okay te ne vai

Decisione discutibile

Ma sì, lo so, lo sai

Almeno resta qui per questa sera

Ma no che non ci provo stai sicura

Può darsi già mi senta troppo solo

Perché conosco quel sorriso

Di chi ha già deciso

Quel sorriso già una volta

Mi ha aperto il paradiso

È il brano che ha ridefinito il concetto di "canzone d’addio" nel pop italiano, puntando tutto su un’onestà brutale e quasi colloquiale. Il testo descrive il momento esatto in cui una relazione finisce, con la pretesa orgogliosa di restare almeno "amici" per non perdersi del tutto. La voce di Grignani, giovane e graffiante, trasmette perfettamente la confusione e il dolore di chi cerca di mantenere la dignità mentre tutto crolla. È diventata un classico intramontabile grazie alla sua capacità di fotografare una realtà comune senza filtri poetici eccessivi. Rappresenta l’essenza del primo Grignani: autentico, vulnerabile e incredibilmente vicino al vissuto dei suoi coetanei. Ancora oggi, è una delle ballad più cantate e amate della musica leggera italiana.

Falco a metà

Siamo in viaggio io e la mente mia

Guardami, ho già spiccato il volo

Ed ora sono proprio sopra casa tua

Il falco va

Senza catene

Fugge agli sguardi

Sa che conviene

E indifferente sorvola già

Tutte le accuse

Boschi e città

In questo brano Grignani esplora la sua natura inquieta, descrivendosi come un predatore che non riesce a spiccare il volo a causa delle proprie insicurezze. L’immagine del falco a metà è la metafora perfetta per chi possiede un grande talento o spirito, ma si sente frenato dalle catene della società o dei propri limiti mentali. C'è un senso di ribellione mista a rassegnazione, tipica di chi non vuole omologarsi ma soffre la solitudine che ne deriva. Musicalmente il pezzo cavalca un pop-rock energico che esplode in un ritornello liberatorio, diventando un inno per gli spiriti liberi e incompresi. È la dichiarazione d'indipendenza di un artista che ha sempre rivendicato il diritto di essere "diverso" e fuori dagli schemi. Rimane uno dei pilastri della sua discografia per la forza del suo messaggio esistenziale.

Destinazione paradiso

E allora sai che c'è

C'è, che c'è

C'è che prendo un treno che va

A paradiso città

E vi saluto a tutti e salto su

Prendo il treno e non ci penso più

Un viaggio ha senso solo

Senza ritorno se non in volo

Senza fermate né confini

Solo orizzonti neanche troppo lontani

Io mi prenderò il mio posto

E tu seduta lì al mio fianco

Mi dirai destinazione paradiso

Questo brano rappresenta il manifesto della fuga, un viaggio verso un luogo indefinito dove il dolore e le delusioni della vita non possono arrivare. Nonostante il ritmo incalzante e la melodia solare, il testo cela una malinconia profonda legata al desiderio di lasciarsi tutto alle spalle, quasi come un ultimo viaggio senza ritorno. È la canzone che ha consacrato Gianluca come icona generazionale, capace di dare voce al senso di smarrimento di milioni di giovani degli anni '90. La forza del brano risiede nel contrasto tra la disperazione del testo e la bellezza trascinante della musica, un equilibrio perfetto che lo rende immortale. È un grido di libertà che invita a sognare un altrove possibile, lontano dalle ipocrisie quotidiane. Un capolavoro di scrittura pop-rock che non ha perso un grammo del suo fascino originale.

Primo treno per Marte

È questo il treno che viene e va

Un nuovo treno che binari non ha

Copre distanze che conosco di già

Spazio che ho dentro fragilità

E vedo pianeti ferme verità

Scopro segreti sconosciute città

Io sono in viaggio

Anche dentro di me

E se fuori è universo

È l'immenso in me

Con questo brano, Grignani ci porta nel cuore della sua anima psichedelica e sognante, cercando una via d'uscita letterale dalla realtà terrestre. Il "treno per Marte" simboleggia la necessità di un distacco totale da un mondo che l'artista sente ormai troppo stretto e privo di stimoli autentici. Le sonorità si fanno più elettriche e sperimentali, anticipando quel desiderio di rottura che esploderà completamente nell'album La Fabbrica di Plastica. È un brano che parla di alienazione, ma anche di speranza, puntando verso un futuro ignoto ma potenzialmente libero da pregiudizi. La scrittura è visionaria e dimostra come Grignani non sia mai stato solo un autore di canzoni d'amore, ma un esploratore dei sensi. È la traccia perfetta per chi si sente un astronauta perduto nella routine di ogni giorno.

Mi piacerebbe sapere

Mi piacerebbe sapere

Se mi pensi tu

Ma quando sarò lontano

Mi ricorderai di più

Mi piacerebbe spiarti

Mentre fai la doccia

Poi far suonare il telefono

Di nascosto e veder cosa fai

Io me ne stavo nel mio oceano, lo sai?

Perso nei battiti del mondo

All'improvviso manchi tu

Qualche cosa di più

Questo brano è un’indagine interiore condotta sotto forma di domande retoriche, dove l’autore si interroga sulla natura dei sentimenti e sulle scelte della vita. Grignani mette a nudo la sua curiosità intellettuale e la sua perenne insoddisfazione, cercando risposte che spesso la realtà non è in grado di fornire. La melodia è avvolgente e accompagna un testo che oscilla tra il desiderio di conoscenza e il timore di ciò che si potrebbe scoprire. È una canzone che parla di crescita e di consapevolezza, tipica di un artista che non accetta mai le verità precostituite. La sua interpretazione è intima, quasi un sussurro rivolto all'ascoltatore, creando un legame diretto e profondo. Rappresenta la fase più riflessiva e matura del suo primo periodo creativo.

L’allucinazione

E poi ad un tratto dallo schermo cadi giù

e t'avvicini "come stai?" "io bene, e tu?"

no, non può essere,

allora è un'ossessione

stai diventando

la mia allucinazione

Siamo nel pieno della sperimentazione rock: questo pezzo è un viaggio distorto e allucinato che gioca con la percezione della realtà e dell'amore. I suoni sono acidi, le chitarre sporche e l'atmosfera è densa di una tensione elettrica che riflette il caos interiore dell'artista in quel periodo. Il testo esplora il confine tra ciò che è reale e ciò che è frutto della nostra mente, trattando l'amore come una visione che può curare o distruggere. È un brano coraggioso che sfida le regole del pop radiofonico dell'epoca, confermando Grignani come un musicista d'avanguardia per l'Italia degli anni '90. La forza interpretativa è qui ai massimi livelli, con un cantato che spazia dal sussurro al grido. Un pezzo fondamentale per chi vuole comprendere l'anima rock più autentica e "maledetta" di Gianluca.


L’aiuola

E amore e come anarchia

E dillo alla polizia

Va be sarà un difetto

Ma per favore andiamo a letto

Perché a volte la felicità

Ti sfiora appena e poi se ne va

Ti dice scusa, ciao, passavo di qua

Come una donna che non ci sta

Eppure a me non mi va,

Non va, sai di starmene qua

Qua sospeso a metà

No non mi vai bene

Con questo brano Grignani sorprende tutti, virando verso un pop ironico, scanzonato e decisamente più leggero, che divenne un tormentone estivo immediato. Il testo gioca con doppi sensi e metafore floreali per descrivere un corteggiamento giocoso e senza troppe complicazioni sentimentali. È la dimostrazione della versatilità dell'artista, capace di passare dal rock psichedelico a un sound solare e orecchiabile senza perdere la sua identità. Nonostante l'apparente semplicità, la produzione è curatissima e il brano trasuda un’energia estiva che invita alla spensieratezza e al divertimento. È stata una boccata d'ossigeno nella sua carriera, mostrando un lato solare e vitale che il pubblico ha premiato con un successo travolgente. Un pezzo che profuma di sole e di voglia di vivere con leggerezza.

Il giorno perfetto

E voglio vivere così

Con tutti i miei sbagli e i miei "ma sì"

Voglio vivere, ma sì, na, na-na, na

Come se fosse sempre il mio giorno perfetto

Perché tempo non ho ma di vita ne ho

E di vivere sai, non mi stanco mai

E se in ogni momento che hai un brivido dentro

Sai che è amore che hai e non ti basta mai (non ti basta mai)

Questa canzone è un inno alla speranza e alla ricerca di un momento di armonia assoluta in mezzo al caos della vita quotidiana. Il "giorno perfetto" descritto da Grignani è fatto di piccole cose, di consapevolezza e della capacità di godere del presente senza l'ansia del futuro. Musicalmente il brano è solido e rassicurante, con una progressione che trasmette positività e una ritrovata pace interiore. È il racconto di un risveglio emotivo, dove l'artista sembra finalmente fare pace con i propri demoni per abbracciare la bellezza dell'esistenza. La scrittura è limpida e diretta, priva delle asprezze dei dischi precedenti, segnando un momento di grazia creativa. Rappresenta la capacità di Gianluca di rinascere continuamente dalle proprie ceneri, trovando sempre una nuova luce da raccontare.

Mi stracci il cuore

E non mi dire che non ti va

Non far la stupida, dai, vieni qua

E non mi dire non ti voglio più

Lo so che mi vuoi bene

Fino a due ore, due ore fa

Mi sorridevi e mi abbracciavi tu

E per un niente adesso no perché

Con te va tutto in fumo

Ma come fai a riuscirci solo tu

Tu mi fai perdere il controllo

In questo brano Grignani torna a esplorare il dolore di un amore viscerale e tormentato, capace di elevare ma anche di distruggere l’anima. Il titolo è un’esclamazione disperata che riassume il senso di impotenza di fronte a una passione che consuma ogni energia vitale. Le sonorità tornano a farsi più intense, accompagnando un testo dove la sofferenza viene esibita senza vergogna, come una ferita aperta. È una canzone dedicata a chi ha amato troppo, a chi si è lasciato andare completamente fino a perdere i propri confini personali. La performance vocale è carica di pathos, sottolineando ogni parola con una partecipazione emotiva che tocca il cuore dell'ascoltatore. Un brano potente che riconferma la capacità di Grignani di scavare negli abissi del sentimento umano più profondo.

Vuoi vedere che ti amo

L'amore ha bisogno di follia

È già troppa questa malinconia

Che se ci prende non va più via

Na, na-na, na

Perché in una storia non pensavo di trovare mai più

Quello che nel giro sai di un'ora mi hai già dato tu

Perché io e te per cercare di capire chi siamo

Siamo andati avanti che alla fine vuoi veder che ti amo

Nata come un duetto intenso e delicato, questa canzone esplora la sorpresa e lo stupore di scoprirsi innamorati quasi contro la propria volontà. Il testo gioca sulla negazione iniziale e sulla successiva capitolazione di fronte a un sentimento che diventa troppo forte per essere ignorato o nascosto. La melodia è dolce, quasi una carezza sonora che accompagna un dialogo intimo tra due persone che si riconoscono l'una nell'altra. È uno dei brani più romantici e "luminosi" di Grignani, capace di descrivere la magia dell'inizio di una storia con estrema sensibilità. La sua voce si sposa perfettamente con l'armonia del pezzo, creando un'atmosfera sospesa e sognante che ha incantato il pubblico. Rappresenta la celebrazione dell'amore come forza benevola e trasformatrice.

Ciao e arrivederci

Ciao e arrivederci

Tristezza mia

Tu resta, io vado via

Che non voglio più svegliarmi tutto solo lì al mattino

Con te vicino

Sul comodino

E quindi, quindi

Ciao e arrivederci

Ciao e arrivederci è un brano malinconico e diretto in cui Gianluca Grignani racconta il dolore silenzioso della fine di un amore e il distacco vissuto senza clamore. Il testo è intimo, quasi confidenziale, e mette al centro l’accettazione della separazione come atto di maturità emotiva. La canzone colpisce per la sua sincerità disarmante e per quell’equilibrio sottile tra nostalgia e consapevolezza, confermando ancora una volta la capacità di Grignani di trasformare le emozioni più semplici in parole che restano.

Il gioco di Sandy

Sandy era una bambina

Il controllo non l'aveva mai perso prima

Si divertiva a giocare con me

E a insegnarmi i giochi dell'amore che

Ma nella mente una scintilla

Come un'idea nei suoi occhi oscilla

Ed i suoi giochi d'amore per me

Ora son carezze a caro prezzo che

Ora son carezze a caro prezzo

Sandy

Tu che cammini su e giù

Tu che giocavi col sesso

Adesso chi sei tu

Questa traccia è un piccolo gioiello di narrazione psichedelica, dove Grignani descrive una figura femminile enigmatica e quasi irreale. Sandy rappresenta il mistero, la seduzione e il rischio di perdersi in un gioco di specchi emotivo da cui è difficile uscire indenni. Le sonorità richiamano le atmosfere oniriche del periodo di La Fabbrica di Plastica, con arrangiamenti ricercati che creano un senso di sospensione temporale. È un brano che parla di fascinazione e di attrazione fatale, dove la musica sembra fluttuare insieme alle parole in un flusso di coscienza continuo. La scrittura è evocativa e ricca di immagini simboliche, confermando l'abilità di Gianluca nel creare mondi paralleli attraverso le sue canzoni. Un pezzo dedicato a chi ama perdersi nei misteri dell'animo umano e della seduzione.

Baby revolution

E va bene, sì

Ma non dirmi addio

Mentre al funerale mio

Balli con Dio

Oh, baby, baby, baby revolution

Dici che mi ami

Ma com'è che ti chiami

Baby, baby revolution

Dici che ci stai

E poi già te ne vai!

È un brano energico e dal sapore internazionale, dove Grignani inneggia a una rivoluzione dei sentimenti e della mentalità, soprattutto tra le nuove generazioni. Il ritmo è trascinante, con influenze rock e pop che si fondono in un inno alla ribellione costruttiva e alla voglia di cambiare il mondo partendo da se stessi. "Baby Revolution" invita a rompere gli schemi del passato per costruire un futuro più autentico e libero da sovrastrutture pesanti. È una canzone vitale, carica di ottimismo e di quella sfrontatezza tipica di chi non ha paura di sfidare lo status quo. Gianluca si fa portavoce di un desiderio di rinnovamento che attraversa la musica e la vita, trasmettendo un'energia contagiosa a chi lo ascolta. Rappresenta il suo lato più propositivo e grintoso, capace di guardare avanti con forza.

Speciale

Lei pensa che io sia importante

Che non ho un difetto dentro e fuori dal letto

Lei pensa che in fondo sia dolce

Però all'occorrenza so anche esser forte

Per lei son speciale io

E non me ne ero mai accorto io

In questo brano Grignani rivolge lo sguardo verso qualcuno di importante, riconoscendone l'unicità e la bellezza al di fuori di ogni convenzione sociale. Il testo è un incoraggiamento a restare se stessi, a non farsi schiacciare dalla normalità e a rivendicare la propria "specialità" come un dono prezioso. La melodia è ariosa e si apre in un ritornello che suona come una promessa di vicinanza e sostegno incondizionato. È una canzone che parla di empatia e di quanto sia fondamentale sentirsi visti e compresi per quello che si è veramente. Grignani canta con una dolcezza insolita, mettendo da parte le chitarre distorte per dare spazio a un'emozione pulita e sincera. Un pezzo che scalda il cuore e celebra l'individualità come forma suprema di resistenza.

Uguali e diversi

Né più bianco, né più nero

Della guerra sono stanco

Ho fatto un sogno più sincero

Ho fatto un sogno che ti canto

Mi svegliavo stamattina

Faccia e corpo colorati

E i giornali e la televisione

Non sembravan spaventati

Non credo a un mondo che rotola indietro

Non credo che per vivere serva un segreto

Non credo alle favole ma ho immaginazione

E credo che sian tutti uguali e diversi da me

Uno dei brani più iconici di Gianluca Grignani, Uguali e diversi è una riflessione intensa sull’identità, sull’amore e sulle contraddizioni dell’essere umano. Il testo racconta il bisogno di sentirsi compresi nonostante le differenze, alternando fragilità emotiva e desiderio di connessione profonda. Una canzone che ha segnato un’intera generazione, diventando simbolo della sensibilità e della scrittura introspettiva dell’artista.

La fabbrica di plastica

Io vengo dalla fabbrica di plastica

Dove mi hanno ben confezionato

Ma non sono esattamente uscito

Un prodotto ben plastificato

E vivo un metro più in là

Da quel che tu chiami realtà

Sì, giusto quel metro più in là

Vivo io

Canzone-manifesto della fase più sperimentale di Grignani, La fabbrica di plastica è un brano complesso e visionario che critica l’omologazione, la società artificiale e la perdita di autenticità. Tra immagini forti e sonorità più rock e progressive, il pezzo mostra il lato più coraggioso e inquieto del cantautore, confermando la sua voglia di rompere gli schemi della musica italiana tradizionale.

Cammina nel sole

Cammini nel sole

Walking away with me

E bruci le suole anche se

Non c'è direzione

Ma profumo di viole c'è

Tu cammina nel sole

Cammina nel sole

Cammina nel sole rappresenta il lato più luminoso e positivo di Gianluca Grignani. È una canzone che invita a rialzarsi, a guardare avanti e a ritrovare fiducia nella vita nonostante le difficoltà. Il testo semplice ma efficace, unito a una melodia diretta e solare, rende questo brano uno dei più amati dal pubblico, spesso associato a un messaggio di rinascita e speranza.


Sei sempre stata mia

Oh noi, solamente noi

Non ci lasceremo mai

Come quando un sogno ci allontana

E torniamo vicino di nuovo al mattino

Io sono sempre stato tuo

Tu sei sempre stata mia

Questa è una dedica d'amore totale, dove il sentimento viene descritto come un legame ancestrale che supera il tempo e lo spazio. Il testo parla di un'appartenenza reciproca che sembra scritta nel destino, una certezza che rimane ferma nonostante le tempeste e le lontananze della vita. La musica è una ballata rock classica, potente e appassionata, che cresce di intensità insieme alla voce di Grignani nel finale. Traspare un senso di possesso benevolo e di devozione profonda, tipico di chi ha trovato la propria metà e non intende lasciarla andare mai più. È un brano che celebra la stabilità dell'amore maturo, quello che resiste alle prove e si rafforza con la consapevolezza del percorso condiviso. Una delle sue canzoni più amate per la forza e la sincerità del messaggio romantico.

Il più fragile

Vieni qui e tocca i miei pensieri con i tuoi

E sentirai che io rispetto a te sono più fragile

Sì, mi difendo, sai

Ma mai da te

E cammino dentro la stanza

Col computer io non ci parlo

Quindi un'altra volta ancora penso a te

E ho scoperto che ne ho bisogno

Che il tuo vivere lascia il segno

E senza il tuo spazio son disperso in me

In questa analisi cruda di se stesso, Grignani ammette la propria debolezza trasformandola però nel suo punto di forza comunicativo più grande. Il testo è un nudo integrale delle proprie paure, delle incertezze e della sensibilità estrema che lo ha sempre reso un "diverso" agli occhi del mondo. Essere "il più fragile" non è visto come una sconfitta, ma come la condizione necessaria per poter scrivere canzoni che arrivano dritte al cuore degli altri. La musica è intima e minimale, lasciando che le parole pesino come macigni e arrivino senza filtri all'anima dell'ascoltatore. È una confessione coraggiosa che chiude il cerchio di un artista che ha fatto della sua vulnerabilità una bandiera. Un brano fondamentale per capire chi è veramente l'uomo dietro la rockstar.

Quando ti manca il fiato

Le mie lacrime sono sincere

Ma c'è chi non lo farà

Tu accettala la verità

E in mezzo a chi finge cordoglio

Sarò il tuo orgoglio

Perché chi ha troppa libertà

Non ha parole

Quando fa male ma male davvero

Sono coltelli che cadon dal cielo

Fan sanguinare anche l'uomo più duro

Anche se son cresciuto da solo

A modo mio

Sì e tu sai a modo mio

Ciao papà o addio papà

Presentata a Sanremo 2023, questa ballad rappresenta uno dei vertici emotivi della carriera matura di Grignani, un nudo integrale dell'anima dedicato al complesso rapporto con il padre. Il testo nasce da una telefonata reale e diventa una riflessione cruda sull'abbandono, sulla paura di invecchiare e sul perdono che arriva quasi fuori tempo massimo. Musicalmente il brano ha una struttura teatrale, che parte come un sussurro sofferto per esplodere in un grido rock lacerante nel finale, dove la voce di Gianluca sembra davvero rompersi per la commozione. È una canzone che non cerca la perfezione tecnica, ma la verità assoluta, parlando direttamente a chiunque abbia vissuto ferite familiari mai del tutto rimarginate. Rappresenta la "resurrezione" artistica di un uomo che ha deciso di trasformare il proprio dolore in una poesia universale e purificatrice. Un brano che lascia il segno per la sua onestà brutale e la sua immensa umanità.


Conclusione: Un artista fuori dal tempo

Gianluca Grignani non è un cantante che si può "ascoltare" e basta; è un artista che va compreso. Le sue controversie sono il prezzo che ha pagato per non aver mai indossato una maschera, mentre il suo successo è la prova che il talento puro, prima o poi, torna sempre a galla.


Qual è la canzone di Grignani che ti ha segnato di più? Quella che ascolti quando hai bisogno di sentirti meno solo? Scrivimelo nei commenti!

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