Le più belle frasi tratte dalle canzoni di Fabrizio De André
- Rudy Pesenti
- 30 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 14 ore fa
Fabrizio De André non è stato solo un cantautore: è stato un poeta, un narratore, un osservatore sensibile e profondo dell’animo umano. Le sue canzoni hanno attraversato generazioni, lasciando in eredità versi indimenticabili che parlano di libertà, amore, dolore, ribellione e umanità. Le sue parole non raccontano solo storie, ma spalancano mondi, emozioni e riflessioni che restano vive ancora oggi. In questo articolo abbiamo raccolto le più belle frasi tratte dalle canzoni di Fabrizio De André, quelle che meglio rappresentano la sua poesia, la sua visione e il suo straordinario modo di dare voce agli ultimi. Un viaggio tra versi che continuano a insegnare, commuovere e illuminare.

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
A chiederci un bacio e volerne altri cento
Amore che vieni, amore che vai
E come tutte le più belle cose
Vivesti solo un giorno, come le rose
La canzone di Marinella
E sarà la prima che incontri per strada
Che tu coprirai d'oro
per un bacio mai dato
Per un amore nuovo
La canzone dell'amore perduto
E mentre il grano ti stava a sentire
Dentro alle mani stringevi il fucile
Dentro alla bocca stringevi parole
Troppo gelate per sciogliersi al sole
La guerra di Piero
Signori benpensanti
Spero non vi dispiaccia
Se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
Soffocherà il singhiozzo
Di quelle labbra smorte
Che all'odio e all'ignoranza
Preferirono la morte
Preghiera in gennaio
Dai diamanti non nasce niente
Dal letame nascono i fior
Via del campo
Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio
Bocca di Rosa
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
Un alfabeto che sia
Differente da quello
Della mia vigliaccheria
Cantico dei drogati
Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
D'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
Se accanto nel letto le è rimasta la gloria
D'una medaglia alla memoria
La ballata dell'eroe
Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso
Non ha vent'anni ancora
Cadrà l'inverno anche sopra il suo viso
Potrete impiccarlo allora
Geordie
Non avrai altro Dio all'infuori di me
Spesso mi ha fatto pensare
Genti diverse venute dall'est
Dicevan che in fondo era uguale
Credevano a un altro diverso da te
E non mi hanno fatto del male
Il testamento di Tito
Sembra di sentirlo ancora
Dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
La collina
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
E non riesci ad esprimerlo con le parole
Un matto
Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte
Mi cercarono l'anima a forza di botte
Un blasfemo
Non credo che chiesi promesse al suo sguardo
Non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce
Quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
Se fu troppo sgomento o troppo felice
E il cuore impazzì e ora no, non ricordo
Da quale orizzonte sfumasse la luce
Un malato di cuore
E allora capii, fui costretto a capire
Che fare il dottore è soltanto un mestiere
Che la scienza non puoi regalarla alla gente
Se non vuoi ammalarti dell'identico male
Se non vuoi che il sistema ti pigli per fame
Un medico
Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore
Un chimico
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti
Canzone del maggio
Chissà cosa si prova a liberare
La fiducia nelle proprie tentazioni
Allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni
Allontanarli in tempo e prima di trovarti solo
Con la paura di non tornare al lavoro
La bomba in testa
Così son diventato mio padre
Ucciso in un sogno precedente
Il tribunale mi ha dato fiducia
Assoluzione e delitto, lo stesso movente
La canzone del padre
Quando in anticipo sul tuo stupore
Verranno a crederti del nostro amore
A quella gente consumata nel farsi dar retta
Un amore così lungo
Tu non darglielo in fretta
Verranno a chiederti del nostro amore
Se fossi stato al vostro posto
Ma al vostro posto non ci so stare
Nella mia ora di libertà
La tua lettera l'ho avuta proprio ieri
Mi racconti tutto quel che fai
Ma non essere ridicola
Non chiedermi "come stai"
Questa gente di cui mi vai parlando
È gente come tutti noi
Non mi sembra che siano mostri
Non mi sembra che siano eroi
Via della povertà
E quando poi sparì del tutto
A chi diceva "È stato un male"
A chi diceva "È stato un bene"
Raccomandò "Non vi conviene
Venir con me dovunque vada
Ma c'è amore un po' per tutti"
E tutti quanti hanno un amore
Sulla cattiva strada
La cattiva strada
Prova a lasciare le campane al loro cerchio di rondini
E non ficcare il naso negli affari miei
E non venirmi a dire: "Preferisco un poeta
Preferisco un poeta ad un poeta sconfitto"
Ma se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi
Oceano
Poi il resto viene sempre da sé
I tuoi "aiuto" saranno ancora salvati
Io mi dico è stato meglio lasciarci
Che non esserci mai incontrati
Giugno '73
Col permesso di trasmettere
E il divieto di parlare
E ogni giorno un altro giorno da contare
Com'è che non riesci più a volare?
Canzone per l'estate
E mai che mi sia venuto in mente
Di essere più ubriaco di voi
Di essere molto più ubriaco di voi
Amico fragile
Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto
Correvo dietro ai cani
E da marzo a febbraio mio nonno vegliava
Sulla corrente di cavalli e di buoi
Sui fatti miei, sui fatti tuoi
E al Dio degli inglesi non credere mai
Coda di lupo
Andrea coglieva, raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava riccioli neri nel cerchio del pozzo
Il secchio gli disse, gli disse: "Signore, il pozzo è profondo"
"Più fondo del fondo, degli occhi, della notte e del pianto"
Lui disse: "Mi basta, mi basta che sia più profondo di me"
Andrea
Quello che non ho è un orologio avanti
Per correre più in fretta e avervi più distanti
Quello che non ho è un treno arrugginito
Che mi riporti indietro da dove sono partito
Quello che non ho
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
C'erano solo cani e fumo e tende capovolte
Tirai una freccia in cielo
Per farlo respirare
Tirai una freccia al vento
Per farlo sanguinare
La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Fiume Sand Creek
Passerà anche questa stazione senza far male
Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Hotel Supramonte
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
Signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza
Se ti tagliassero a pezzetti
Prima pagina, venti notizie
Ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
Si costerna, s'indigna, s'impegna
Poi getta la spugna con gran dignità
Don Raffaè
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
Col suo marchio speciale, di speciale disperazione
E tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
Per consegnare alla morte una goccia di splendore
Di umanità, di verità
Smisurata Preghiera
CONCLUSIONE
Le canzoni di Fabrizio De André conservano una forza rara: parlano al cuore e alla coscienza, senza tempo e senza età. Le sue frasi rimangono un faro per chi cerca bellezza, verità e significato nella musica, e continuano a ispirare ascoltatori, artisti e sognatori. Speriamo che questa selezione ti abbia permesso di riscoprire alcuni dei suoi versi più intensi o di approfondire ancora di più il suo mondo poetico. Perché, come Faber ci ha insegnato, la musica è una compagna che consola, interroga e libera — e le sue parole continuano a farlo, giorno dopo giorno.
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