Le migliori 10 canzoni profonde degli 883 che parlano della vita
- Rudy Pesenti
- 26 mag 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 30 mag 2025
Chi non conosce tutta la discografia degli 883, chi non è nato sul finire degli anni '80 o all'inizio degli anni '90, ha forse l'idea che Max Pezzali e Mauro Repetto abbiano sfornato soltanto canzoni d'amore o comunque brani destinati a un pubblico più commerciale. Ma non è così. All'interno dei loro album si possono trovare dei testi meravigliosi che vanno oltre le classifiche. Parlano di noi e delle nostre esistenze.
Ecco, perciò, le migliori dieci canzoni profonde degli 883 che parlano della vita.

DALL'ALBUM NORD SU OVEST EST (1993)
CUMULI
Sì che lo so
Che c'è ogni tanto la tentazione
Ti passerà, si però
Il vuoto credo che non si riempia mai
Per tutti è così
Si perché è un po' il vuoto di tutti noi
Ci sbattiamo tanto per chiuderlo
Ci proviamo e non ci riusciamo mai
Allora tanto vale conviverci
La prima musicassetta della mia vita è stata questa: Nord Sud Ovest Est.
C'era questa Cumuli al suo interno che già mi intrigava, nonostante fossi un bambino, anche se non potevo apprezzarla fino in fondo. L'ho capita col tempo.
La storia di un amico coi problemi di droga, tema ricorrente nei brani degli 883, che va in un istituto di disintossicazione, uscendone, infine.
Un brano intenso, vero, davvero da conoscere.
Recentemente la canzone è stata inserita anche nella serie tv Netflix di ZeroCalcare dal titolo Questo mondo non mi renderà cattivo.
DALL'ALBUM LA DONNA IL SOGNO & IL GRANDE INCUBO (1995)
GLI AVVOLTOI
Gli avvoltoi cadono tra noi
Ed allora si fottono
Prima o poi tutti gli avvoltoi
Vengono giù e si schiantano
Gli avvoltoi volan su di noi
Però prima o poi sbagliano
Prima o poi tutti gli avvoltoi
Cadono giù e si fottono
Le persone che aspettano un tuo passo falso per goderne, per cercare di trarne beneficio. Chi non vede l'ora di vederti stare male. Chi osserva sempre ogni tua mossa, per poterti attaccare al momento giusto. Per poter parlare dei fatti tuoi con altre persone e farsi vedere interessante ai loro occhi.
Ma che alla fine, rimangono sole, allontanate da tutti.
Perché prima o poi, chi si comporta così, non si troverà più nessuno intorno.
GLI ANNI
Stessa storia, stesso posto, stesso bar
Una coppia che conosco, c'avran la mia età
Come va? Salutano
Così io vedo le fedi alle dita dei due
Che porco giuda potrei essere io
qualche anno fa
Uno dei grandi capolavori degli 883: Gli anni.
Una canzone indimenticabile, ancora oggi sigla di un'intera generazione, forse due.
Il tempo che ci scorre addosso insieme ai ricordi e quelle domande che compaiono, di fronte alle immagini che ci passano davanti, lasciandoci certe volte, senza risposta.
DALL'ALBUM LA DURA LEGGE DEL GOL (1997)
LA DURA LEGGE DEL GOL
È la dura legge del gol
Gli altri segneranno però
Che spettacolo quando giochiamo noi
Non molliamo mai
Loro stanno chiusi ma
Cosa importa chi vincerà
Perché in fondo lo squadrone siamo noi
Brano che dà nome all'album, un gran bel disco.
La canzone racconta di come spesso ci si trovi a rimuginare sul passato, sulle persone che non ci hanno trattato come avremmo meritato, che ci hanno usato per i loro comodi e poi sono scomparse. Per poi, però, arrivare a una conclusione importante: ciò che conta non sono le partite che abbiamo perso, ma con che cuore abbiamo giocato, queste partite.
SE TORNERAI
Forse è stato il tempo
Forse quella solitudine che
Ci portiamo dentro
Però credimi
Se tornerai, magari poi
Noi riconquisteremo tutto
Come tanti anni fa quando per noi
Forse la vita era più facile
Un altro brano che tratta la tematica della droga. Di un amico che non è riuscito ad uscirne, ritrovato su una panchina in overdose.
La bellissima dedica in questo brano, promettendo a questa persona che se un giorno mai deciderà di tornare, insieme proveranno a riconquistare il mondo, come quando si era ragazzi e tutto era un po' più facile.
DALL'ALBUM GRAZIE MILLE (1999)
LA RANA E LO SCORPIONE
Non so se hai avuto anche tu l'impressione
che il tempo acceleri
a sedici anni un anno dura una vita
poi a trenta sei già lì
tu con i tuoi pensieri
le angosce orrende ed i desideri
io con le mie canzoni
vicini eppure così lontani
L'album Grazie Mille è senza dubbio il mio preferito degli 883. Non so nemmeno io dire il perché. Sono quelle cose che ti prendono e le senti tue.
La rana e lo scorpione è forse la canzone più triste dell'intera discografia di Max Pezzali e contiene anche una parte parlata: quella del racconto di Esopo, omonimo rispetto al titolo.
Ognuno ha la sua natura. Che purtroppo, anche quando ti sta conducendo alla morte, non si può rinnegare.
TUTTO CIÒ CHE HO
Avrei voluto andare via
quando questa cittadina
l'ho sentita stretta addosso
non la credevo più mia,
avrei voluto stare anch'io
in un posto dove il mio destino
non fosse già scritto,
avrei voluto anche se
poi ho capito che dovunque andassi
io c'ero sempre,
ero sempre con me
La sensazione di non essere mai abbastanza, di avere sempre qualcuno a cui voler somigliare. Ma la certezza, dopo aver percorso infinite vie nella vita, che l'unica persona con cui si è sempre, di cui ci si può in fondo fidare, è se stessi.
DALL'ALBUM 1 IN + (2001)
COME DEVE ANDARE
E c'erano quelli già sistemati
In società, temuti e rispettati
Guardavano con schifo malcelato
Persone con cui avevano vissuto
Non era più il tempo di parlare
Con gente che era così inferiore
Ridendo di un Peugeot in salita che non ce la fa
Bellissimo brano e meraviglioso video ad accompagnarlo.
Le delusioni che ti fanno riflettere che non sei tu ad essere sbagliato ma è chi riesce sempre a giudicare ad esserlo, sulla sfondo della consapevolezza che la vita va avanti, esattamente come deve andare.
DALL'ALBUM LOVE/LIFE (2002)
QUELLO CHE CAPITA
Forse è che si fa quello che si può
Forse è che si fa quello che capita
Con più o meno dignità
Forse è come pescare un numero
E sperare poi in quello che capita
Senza troppa logica
Una canzone che è una bella riflessione sulla vita.
Viaggiare, incontrare persone tutte diverse e provare a chiedersi perché tu sia nato dove sei nato e non dall'altra parte del mondo. Forse perché non c'è una vera e propria logica, ma bisogna fare il meglio che si può, con quello che si ha, esattamente dove ci è capitato di vivere, senza farsi troppe domande.
CI SONO ANCH'IO
Il tuo mondo è come il mio
E hai guardato
Nell'uomo che sono e sarò
Ti potranno dire che
Non può esistere
Niente che non si tocca o si conta o si compra perché
Chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te
Sigla del film di animazione Il pianeta del tesoro, che nonostante sia appunto una colonna sonora, è in grado di suscitare incredibili emozioni e contiene un testo davvero profondo.
L'ultima canzone marchiata 883, prima di passare alla carriera da solista di Max Pezzali.
Se vuoi contattarmi, scrivimi a info@ilrespirodellestelle.com




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