Riccardo Cocciante: la voce della passione: ecco la sua storia e le sue 15 più belle canzoni
Ci sono cantautori che hanno scritto canzoni di successo e altri che, invece, sono riusciti a trasformare le proprie canzoni in parte della memoria collettiva. Riccardo Cocciante appartiene sicuramente alla seconda categoria.
La sua voce inconfondibile, spesso intensa e drammatica, ha accompagnato diverse generazioni attraverso canzoni che parlano soprattutto di amore, separazioni, nostalgia, desiderio e sentimenti difficili da raccontare. Da Bella senz’anima a Margherita, da A mano a mano a Celeste nostalgia, il suo repertorio è diventato uno dei patrimoni più riconoscibili della musica italiana.
Ma Cocciante non è soltanto il cantautore delle grandi ballate romantiche. È anche un musicista cosmopolita, un compositore capace di muoversi tra Italia e Francia e l'autore di uno dei più importanti musical europei: Notre-Dame de Paris.

Chi è Riccardo Cocciante
Riccardo Cocciante nasce il 20 febbraio 1946 a Saigon, nell'allora Indocina francese, da padre italiano e madre francese. La sua infanzia e adolescenza sono quindi caratterizzate fin dall'inizio da una forte dimensione internazionale.
Quando ha undici anni, la famiglia si trasferisce a Roma, città nella quale Cocciante cresce e comincia a costruire la propria identità artistica. Questa doppia appartenenza, italiana e francese, rimarrà una caratteristica importante di tutta la sua carriera.
Cocciante è infatti un artista che ha sempre avuto un rapporto particolare con le lingue e con le culture. Ha cantato in italiano, francese e spagnolo e ha raggiunto un grande successo anche fuori dall'Italia.
La sua musica, però, rimane profondamente legata alla tradizione della canzone d'autore italiana: melodie intense, grandi aperture orchestrali e testi concentrati soprattutto sui rapporti umani.
Gli inizi: prima di diventare Cocciante
La storia musicale di Cocciante comincia molto prima di Bella senz'anima.
Da ragazzo entra nel gruppo The Nations, formato da musicisti di diverse nazionalità, e inizia a esibirsi nei locali romani. È un periodo di gavetta nel quale sperimenta la musica e impara anche a suonare le tastiere.
Nel 1968 arriva il primo contratto discografico e Cocciante debutta con lo pseudonimo Riccardo Conte. In seguito utilizzerà anche la versione francese Richard Cocciante, prima di affermarsi definitivamente con il suo vero nome.
Il debutto discografico vero e proprio risale al 1972 con Mu, un progetto ambizioso e particolare, quasi una sorta di opera rock, realizzato con i testi di Marco Luberti e Paolo Cassella.
Nel 1973 arriva Poesia, ma è l'anno successivo a cambiare completamente la sua carriera.
La svolta di Bella senz'anima
Nel 1974 esce l'album Anima e arriva il primo grande successo di Cocciante: Bella senz'anima.
È una canzone destinata a diventare un classico. Il brano colpisce immediatamente per il modo in cui racconta una relazione ormai arrivata alla fine, senza cercare consolazioni o compromessi.
La voce di Cocciante, quasi rabbiosa e teatrale, diventa parte integrante della canzone. È proprio questa interpretazione così fisica e passionale a distinguerlo da molti altri cantautori dell'epoca.
Nello stesso album ci sono anche altri brani importanti, come Quando finisce un amore, contribuendo a trasformare Anima nel disco della definitiva consacrazione.
Cocciante e la collaborazione con Marco Luberti
Una parte fondamentale della prima carriera di Cocciante è legata a Marco Luberti, autore e paroliere con cui collabora per diversi anni.
Il loro sodalizio produce alcune delle canzoni più importanti della prima fase della carriera: Bella senz'anima, Margherita, Era già tutto previsto e A mano a mano sono tra gli esempi più celebri.
Cocciante porta soprattutto la componente musicale e interpretativa, mentre Luberti contribuisce alla costruzione dei testi e delle atmosfere.
È una collaborazione che permette a Cocciante di sviluppare quella particolare forma di canzone sentimentale che diventerà la sua cifra.
Nel corso degli anni Cocciante collaborerà poi con altri grandi autori, tra cui Mogol, con il quale nasceranno numerosi successi degli anni Ottanta.
Il successo di Margherita
Dopo Bella senz'anima, Cocciante continua a pubblicare musica e nel 1976 arriva un altro dei suoi brani più celebri: Margherita.
La canzone è contenuta nell'album Concerto per Margherita e diventa rapidamente un successo enorme non soltanto in Italia, ma anche in Francia, Spagna e in diversi Paesi dell'America Latina.
È curioso che Cocciante, inizialmente, non fosse particolarmente convinto del titolo. In seguito avrebbe raccontato che il nome "Margherita" non lo aveva conquistato immediatamente.
La canzone dimostra però quanto Cocciante fosse capace di trasformare una storia d'amore in una melodia destinata a rimanere nel tempo.
Gli anni Ottanta e Mogol
Gli anni Ottanta rappresentano una nuova fase della carriera di Cocciante.
Dopo la collaborazione con Luberti, arriva quella con Mogol, uno dei più importanti autori della storia della canzone italiana.
Da questo incontro nascono brani come Cervo a primavera, Celeste nostalgia e In bicicletta.
La musica di Cocciante cambia leggermente atmosfera: rimane romantica e sentimentale, ma diventa spesso più riflessiva, adulta e legata ai ricordi.
Il suo successo continua anche grazie alla capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità.
Mina, Sanremo e Questione di feeling
Nel 1985 arriva uno degli incontri più celebri della sua carriera: quello con Mina.
Cocciante e Mina incidono insieme Questione di feeling, diventata una delle collaborazioni più conosciute della musica italiana.
Il brano funziona perché mette insieme due voci molto diverse ma entrambe fortemente riconoscibili.
Nel 1991 arriva invece un altro momento fondamentale: Cocciante partecipa al Festival di Sanremo con Se stiamo insieme e vince la manifestazione.
È la sua prima e unica partecipazione in gara al Festival, e rappresenta uno dei grandi riconoscimenti della sua carriera italiana.
Da cantautore a compositore: Notre-Dame de Paris
La carriera di Cocciante non si ferma alla canzone.
Nel 1998 arriva infatti Notre-Dame de Paris, musical basato sul romanzo di Victor Hugo, con le musiche di Cocciante e i testi francesi di Luc Plamondon.
Lo spettacolo debutta a Parigi e diventa rapidamente un successo internazionale.
In Italia arriverà nel 2002, con i testi adattati da Pasquale Panella.
È un passaggio importantissimo: Cocciante dimostra di non essere soltanto un interprete delle proprie canzoni, ma anche un grande compositore teatrale, capace di costruire melodie e atmosfere per una storia complessa e spettacolare.
Le canzoni più belle di Riccardo Cocciante
1. Bella senz'anima
E adesso spogliati
Come sai fare tu
Ma non illuderti
Io non ci casco più
Tu mi rimpiangerai
Bella senz'anima
Bella senz'anima è probabilmente la canzone più rappresentativa di Riccardo Cocciante.
È il racconto diretto e senza sconti di una relazione ormai arrivata alla fine.
La voce di Cocciante trasforma il dolore in rabbia e la rabbia in una vera interpretazione teatrale.
Il brano, pubblicato nel 1974, diventò il suo primo grandissimo successo.
Ancora oggi è uno dei simboli della canzone italiana degli anni Settanta.
2. Era già tutto previsto
Era già tutto previsto
Fino al punto che sapevo
Che oggi tu mi avresti detto
Quelle cose che mi dici
Che non siamo più felici
Che io sono troppo buono
Che per te ci vuole un uomo
Che ti sappia soddisfare
Che non ti basta solo dare
Ma vorresti anche avere nell'amore
Ma quale amore?
Pubblicata nel 1975 nell'album L'alba, è una delle canzoni più malinconiche del repertorio di Cocciante.
Racconta la fine di un amore attraverso la consapevolezza che qualcosa si era già spezzato. Il titolo stesso suggerisce l'idea di una separazione quasi inevitabile. La melodia accompagna il testo con un'atmosfera intima e dolorosa. È diventata negli anni uno dei brani più apprezzati dagli estimatori del cantautore.
3. Margherita
E per poi farle cantare le canzoni che ha imparato
Io le costruirò un silenzio che nessuno ha mai sentito
Sveglierò tutti gli amanti, parlerò per ore ed ore
Abbracciamoci più forte perché lei vuole l'amore
Poi corriamo per le strade e mettiamoci a ballare
Perché lei vuole la gioia, perché lei odia il rancore
A differenza della drammaticità di Bella senz'anima, qui domina una dimensione più romantica e sognante.
La melodia è ampia e riconoscibile fin dalle prime note.
Il brano ebbe un successo enorme anche fuori dall'Italia, soprattutto in Francia, Spagna e America Latina.
È una delle canzoni che più hanno contribuito a rendere internazionale il nome di Cocciante.
4. A mano a mano
A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La bella stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore
A mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c'erano soldi ma tanta speranza
A mano a mano è una delle canzoni più amate del repertorio di Cocciante.
Il brano racconta il cambiamento di un rapporto e il progressivo allontanamento tra due persone.
La sua forza sta nella semplicità della melodia e nella sincerità del sentimento raccontato.
La canzone è diventata celeberrima anche grazie all'interpretazione di Rino Gaetano.
Nel tempo è diventata un vero classico della canzone d'autore italiana.
5. Celeste nostalgia
Dentro di me non muori più
Azzurra, celeste nostalgia
Qualche parola affettuosa è po' poco
Però per noi forse no
Amore mio grande amica mia
Cara celeste nostalgia
Un'ora, un giorno, una vita
Che cosa vuoi che sia, resti mia
Celeste nostalgia appartiene alla fase degli anni Ottanta e alla collaborazione di Cocciante con Mogol.
È una canzone costruita intorno al sentimento del ricordo e alla nostalgia per qualcosa che appartiene al passato.
La musica ha un andamento elegante e malinconico, perfetto per la voce di Cocciante.
Il brano è contenuto nell'album Cocciante del 1982.
È ancora oggi una delle sue canzoni più riconoscibili e amate.
6. In bicicletta
Lungo i viali silenziosi insieme a te
Con quegli occhi allegri e accesi
D'entusiasmo ragazzino
Che ne dici, ci mangiamo un panino?
C'è un baretto proprio qui vicino
Mentre il naso ti stai soffiando
Io mi sto sempre più innamorando
In bicicletta mostra il lato più tenero e quotidiano di Cocciante.
Il protagonista immagina una semplice passeggiata in bicicletta insieme alla persona amata.
Dietro quella scena apparentemente normale emerge il sogno di costruire una vita insieme.
La canzone racconta quindi l'innamoramento attraverso immagini semplici e familiari.
È uno dei brani più dolci della collaborazione tra Cocciante e Mogol.
7. Sincerità
Ho lavorato tutto il giorno e così
Quando arriva la notte
Nel cielo restano sempre le stelle
Nel fiume vedo galleggiare una foglia
Portata via dalla vita
Ma so che naviga verso le stelle
Sincerità
Questo è il nome che vorrei dare a te
Sincerità
Questo è il nome che vorrei io da te
Sincerità appartiene al 1983 ed è anche il titolo dell'album che inaugura una nuova fase della carriera di Cocciante.
Il brano riflette sul bisogno di autenticità nei rapporti e nella vita.
La sua atmosfera è più moderna rispetto ai grandi successi degli anni Settanta.
Cocciante cerca una dimensione musicale più internazionale, come dimostra anche la produzione del disco.
La canzone rappresenta bene la sua capacità di evolversi senza perdere la propria identità.
8. Questione di feeling
Cantiamo insieme in libertà
Lasciando andar la voce dove va
Così per scherzo tra di noi
Posso provarci anch'io, se vuoi
Inizia pure, vai
Questione di feeling è uno dei duetti più celebri della musica italiana.
Cocciante la interpreta insieme a Mina, creando un incontro straordinario tra due voci inconfondibili.
Il tema è quello dell'attrazione e di quella particolare intesa che nasce tra due persone.
Il brano fu pubblicato nel 1985 nell'album Il mare dei papaveri.
Ancora oggi rappresenta uno dei duetti più iconici della musica italiana.
9. Il mio rifugio
Quando un bambino ci taglio poi la via
Con un tamburo di latta e una scia
E poi quel suono rimbalzo su di noi
Io ti amo
Il mio rifugio... sei tu
Poi ti stringesti forte insieme a me
Quasi a protegger l'eco dentro di te
Delle prime parole d'amore
Io ti amo
Il mio rifugio è una canzone profondamente romantica e costruita sul ricordo di un amore.
Il "rifugio" del titolo diventa metaforicamente la persona amata, il luogo emotivo nel quale tornare.
Il brano ha un'atmosfera intima e cinematografica, quasi sospesa nel tempo.
È legato anche alla produzione francese di Cocciante e alla colonna sonora del film Tandem.
Rappresenta bene il lato più delicato e sentimentale dell'artista.
10. Al centro del silenzio
Tu parli
E la tua voce arriva lontana
Eppure viva è un suono caro che
Scende dolcemente in fondo
Io mi alzo e mi avvicino a te
Ritorno al mondo in questo mondo
E allora
Ritorna la mia vita
E io mi sento forte
Al centro del silenzio è contenuta nell'album Il mare dei papaveri del 1985.
È una canzone più riflessiva rispetto ai grandi successi romantici di Cocciante.
Il silenzio diventa uno spazio simbolico nel quale confrontarsi con i propri pensieri e sentimenti.
La musica accompagna questa dimensione introspettiva con grande eleganza.
È uno dei brani che mostrano il lato più ricercato della produzione dell'artista.
11. Innamorato
Innamorato
In questa via
Piena di gru
Piove
Innamorato
Emetto onde
Per un mondo
Diverso
Innamorato appartiene alla produzione degli anni Novanta ed è legata all'album omonimo del 1997.
È una canzone che mette al centro, senza troppi giri di parole, la forza dell'innamoramento.
Cocciante affronta il sentimento con la maturità di chi conosce ormai bene le contraddizioni dell'amore.
La melodia conserva la sua caratteristica intensità, ma con sonorità più moderne.
È uno dei brani che raccontano il Cocciante della maturità artistica.
12. Io canto
L'impronta di una testa sul cuscino
I passi lenti e incerti di un bambino
Lo sguardo di serenità
La mano che si tenderà
La gioia di chi aspetterà
Per questo e quello che verrà
Io canto
Le mani in tasca e canto
La voce in festa e canto
Io canto è uno dei brani più significativi della fine degli anni Settanta.
Pubblicata nel 1979 nell'album ...E io canto, presenta un Cocciante ancora fortemente legato alla grande canzone d'autore.
Il titolo sembra quasi una dichiarazione d'identità: cantare diventa il modo attraverso cui esprimere ciò che si prova.
La canzone è stata riscoperta da un pubblico più giovane anche grazie alla versione di Laura Pausini.
È rimasta così una delle composizioni più riconoscibili del suo repertorio.
13. Cervo a primavera
E io rinascerò
Amico che mi sai capire
E mi trasformerò in qualcuno
Che non può più fallire
Una pernice di montagna
Che vola eppur non sogna
In una foglia o una castagna
E io rinascerò
Cervo a primavera inaugura una delle collaborazioni più importanti della carriera di Cocciante: quella con Mogol.
La canzone utilizza l'immagine del cervo e della primavera come simboli di rinascita, libertà e cambiamento.
È una composizione poetica, nella quale la natura diventa metafora della vita.
Il brano dà anche il titolo all'album pubblicato nel 1980.
Rappresenta perfettamente il passaggio di Cocciante verso la sua nuova stagione artistica.
14. Ti amo ancora di più
Partire per tornare non è certo andar via
Se tu mi dici torna, io ritornerò
Per infilare inverni sotto il tuo pullover
E riscaldarmi poi, sfiorandoti la pelle
Tu seduta che leggi un libro di Pavese
Vedo immagini d'oltreoceano
Che ritornano nella mia mente
E più passa il tempo e più sento dentro
Che ti amo ancora di più
Ti amo ancora di più appartiene alla produzione più matura di Cocciante ed è presente nell'album Innamorato del 1997.
Il titolo esprime un sentimento semplice ma potentissimo: l'amore che, invece di diminuire con il tempo, continua a crescere.
La canzone punta quindi sulla profondità di un sentimento duraturo.
La voce di Cocciante mantiene quella caratteristica intensità che rende credibili anche le dichiarazioni d'amore più dirette.
È un brano ideale per rappresentare il suo lato più romantico.
15. L'alba
E poi il giorno sulla mia casa
Il giorno senza una scusa, una scusa
Il giorno su per le scale
Il giorno che fa più male, più male
Il giorno sulla tua porta
Il giorno che mi riporta qui
E poi la sera ti asciuga il viso
La sera ti dà un sorriso, sorriso
La sera sopra il tuo letto
La sera cancella tutto, tutto
L'alba dà il titolo all'album pubblicato da Cocciante nel 1975, nel pieno della sua prima fase di successo.
L'alba diventa un'immagine simbolica di passaggio, di cambiamento e di possibilità.
Dopo la drammaticità di Bella senz'anima, il brano mostra un artista capace di esplorare atmosfere differenti.
La collaborazione con Marco Luberti è ancora centrale nella costruzione di questo periodo musicale.
È una canzone importante per comprendere l'evoluzione di Cocciante negli anni immediatamente successivi alla consacrazione.
Riccardo Cocciante, un artista difficile da dimenticare
Riccardo Cocciante ha attraversato più di cinquant'anni di musica senza rimanere prigioniero di un solo stile.
È partito dalla canzone d'autore degli anni Settanta, ha scritto alcune delle più celebri ballate romantiche italiane, ha collaborato con autori come Marco Luberti e Mogol, ha duettato con artisti come Mina, ha vinto Sanremo e ha poi portato la propria musica nel teatro internazionale con Notre-Dame de Paris.
La sua caratteristica più forte rimane però la capacità di cantare le emozioni senza nasconderle. Amore, rabbia, nostalgia, separazione, desiderio e rimpianto sono diventati nelle sue canzoni qualcosa di universale.
Ed è forse questo il segreto della sua longevità: le mode cambiano, gli arrangiamenti cambiano, le generazioni cambiano, ma una canzone come Margherita, Bella senz'anima o A mano a mano continua a parlare direttamente a chi ascolta.
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