https://www.ilrespirodellestelle.com/
top of page

Dove mangiare nel Kruger National Park in Sudafrica: i ristoranti che ci hanno conquistato (e che prenoteremmo altre mille volte)

Una delle cose che ci ha sorpreso di più durante il nostro viaggio nel Kruger National Park è stata la qualità del cibo. Prima di partire ci aspettavamo ristoranti turistici senza troppe pretese, invece abbiamo mangiato davvero bene, tanto che alcuni piatti ce li ricordiamo ancora oggi.

Un consiglio che vi diamo subito: prenotate sempre i ristoranti tramite Dineplan, soprattutto se viaggiate in alta stagione. È il sistema utilizzato dalla maggior parte dei locali all'interno del parco e vi permetterà di assicurarvi un tavolo senza brutte sorprese.

Ecco dove mangiare nel Kruger National Park in Sudafrica, tra tutti i posti che abbiamo provato e che vi consigliamo.



Dove mangiare nel Kruger National Park in Sudafrica: i ristoranti che ci hanno conquistato (e che prenoteremmo altre mille volte)

Berg-en-Dal – Tindlovu Restaurant

Il nostro primo pranzo nel Kruger è stato al Tindlovu Restaurant di Berg-en-Dal e non potevamo iniziare meglio.

Io ho ordinato il mezzo pollo alla griglia, succoso e cotto alla perfezione, mentre abbiamo assaggiato anche la Venison Pot Pie, uno scrigno di pasta ripieno di carne di selvaggina, davvero saporita.

Entrambi i piatti erano accompagnati da Pap e Chakalaka, due grandi classici della cucina sudafricana che vale assolutamente la pena provare almeno una volta.

16 euro a persona compreso di birra.

Un inizio decisamente promettente.


Berg-en-Dal – Tindlovu Restaurant

Afsaal Picnic Site – una delle sorprese più belle del viaggio

Se dovessi consigliarvi un solo posto dove fermarvi a pranzo durante un safari, probabilmente sceglierei Afsaal Picnic Site.

L'atmosfera è rilassata, immersa nella natura, e il cibo è sorprendentemente buono.

Il nostro preferito è stato il pane fatto in casa e cotto sul braai farcito con un profumatissimo e gustosissimo Bobotie, probabilmente uno dei migliori che abbiamo mangiato durante tutto il viaggio.

4,5 euro a persona.



Non andate via senza assaggiare anche i dolci. Un piccolo consiglio: prendetene uno ogni due persone, perché le porzioni sono gigantesche. Quello che arriva al tavolo sembra tranquillamente un dessert per tre.

In un'altra occasione siamo tornati per pranzo e abbiamo provato il loro hot dog sudafricano, preparato con la tradizionale Boerewors al posto del classico wurstel.

Un giorno abbiamo preso 4 panini (per pranzo e cena) the e due dolci per un totale di 26 euro.

Una vera rivelazione. Semplicemente spettacolare.


Afsaal Picnic Site – una delle sorprese più belle del viaggio

Skukuza – Cattle Baron

Se amate la carne, questo è il posto che fa per voi. Consigliamo di mangiare all’interno, malgrado il panorama stupendo sul fiume, perché dopo il tramonto l’aria era freschina.

Al Cattle Baron di Skukuza abbiamo mangiato quella che, senza esagerare, è stata la migliore carne dell'intero viaggio.

Il protagonista assoluto è stato lo Chateaubriand, preparato con carne tenerissima, flambata al tavolo e servita con una riduzione al vino, patatine croccanti e diverse salse una più buona dell'altra.

18 euro a persona

Una cena che ricorderemo a lungo.


Skukuza – Cattle Baron

Skukuza – Kruger Station

Per chi vuole assaggiare qualcosa di davvero tipico, il Kruger Station è una tappa obbligata.

Qui abbiamo provato una cotoletta di coccodrillo, sorprendentemente delicata, e la Warthog & Impala Pie, una torta salata ripiena di facocero e impala.

19 euro a persona

Due piatti insoliti che raccontano perfettamente la tradizione gastronomica del Sudafrica.


Skukuza – Kruger Station

Satara – Cattle Baron

Naturalmente non potevamo perderci anche il Cattle Baron di Satara. È possibile mangiare sul terrazzo o all’interno (dove hanno anche aree dove caricare i telefoni). Malgrado il loro inverno, la prima sera si stava benissimo fuori; la seconda sera invece era più fresca. A differenza di skukuza e berg en dal dove dopo il tramonto serviva il giubbino.

Anche qui abbiamo mangiato molto bene per due sere di seguito

Abbiamo iniziato con un Camembert al forno come antipasto, per poi passare ai secondi:

  • Blackened Pepper Fillet

  • Fillet Madagascar

E la sera successiva abbiamo assaggiato carne di gnu: Venison Tenderloin

Tutti ottimi. Compreso di vino abbiamo pagato 48 euro una sera, 18 euro un’altra sera.


Satara – Cattle Baron

Detto questo, abbiamo notato una cosa curiosa: nonostante sia la stessa catena di ristoranti, la carne servita al Cattle Baron di Skukuza ci è sembrata nettamente superiore, sia come qualità che come cottura.

Se dovessimo sceglierne uno solo, torneremmo sicuramente a Skukuza.

Un dettaglio molto interessante è che accanto ai ristoranti trovate anche una macelleria, dove acquistare carne freschissima da cucinare in autonomia. Negli shop dei camp è possibile comprare anche carbonella e tutto il necessario per organizzare un perfetto Braai, il barbecue sudafricano, nelle aree dedicate.

È un'esperienza che consigliamo assolutamente.


Olifants – Tindlovu Restaurant

Un'altra tappa del nostro viaggio è stata il Tindlovu Restaurant di Olifants, la stessa catena che avevamo già provato a Berg-en-Dal.

Questa volta abbiamo scelto il Boobotie, uno dei piatti simbolo della cucina sudafricana, che volevamo assolutamente riassaggiare.

Devo essere sincera: rispetto a quello mangiato a Berg-en-Dal ci ha convinto meno. La carne era un po' meno tenera e, nel complesso, il piatto ci è sembrato meno riuscito.

Ma se il pranzo non ci ha conquistati del tutto, il panorama ha decisamente compensato.

Il ristorante si affaccia sullo spettacolare fiume Olifants e regala una vista incredibile sulla vallata. Per un attimo ci siamo sentiti quasi in montagna: il paesaggio è completamente diverso rispetto alle altre zone del Kruger, con colline, vegetazione rigogliosa e il fiume che scorre in lontananza.


Olifants – Tindlovu Restaurant

È uno di quei posti dove vale la pena fermarsi anche solo per bere qualcosa e godersi il panorama.

Una curiosità che abbiamo scoperto durante il viaggio: eravamo convinti che Olifants fosse il camp situato all'altitudine maggiore, proprio per la sensazione di trovarci in montagna. In realtà il camp più alto del Kruger è Pretoriuskop, che si trova a circa 840 metri sul livello del mare. Probabilmente è anche per questo che il clima lì è spesso un po' più fresco rispetto al resto del parco.

Lower Sabie – Mugg & Bean

Per il pranzo ci siamo fermati al Mugg & Bean di Lower Sabie e ci ha conquistati.

Abbiamo ordinato uno dei loro famosi Buttermilk Chicken Burgers, servito con patatine croccanti.

Senza dubbio uno dei migliori pranzi fatti all'interno del Kruger. Sulla terrazza con vista fiume Sabie ed elefanti.

11 euro a testa.

In più, la terrazza affacciata sul fiume rende tutto ancora più speciale: mentre mangiate non è raro vedere ippopotami, elefanti o coccodrilli.


Lower Sabie – Mugg & Bean

Pretoriuskop – la scelta migliore è stata... portarci la cena

Avevamo letto recensioni piuttosto negative sul ristorante di Pretoriuskop.

Così abbiamo deciso di fare una cosa diversa.

Prima di arrivare al camp siamo tornati ad Afsaal e abbiamo preso dei panini da asporto.

La sera li abbiamo mangiati seduti fuori dal nostro bungalow, sulle nostre sedie da campeggio, immersi nel silenzio del parco.

I bungalow di Pretoriuskop, con i loro tetti arrotondati, ci ricordavano tantissimo le casette dei Puffi.

A volte non serve un ristorante elegante per vivere una delle cene più belle del viaggio.


Come ci siamo organizzati per la colazione durante i safari

Una delle domande che ci fanno più spesso riguarda la colazione. Come si fa quando si vuole essere ai cancelli del camp all'apertura?

Noi avevamo un obiettivo preciso: uscire ogni mattina alle 6, appena aprivano i gate, perché le prime ore del giorno sono tra le migliori per gli avvistamenti. A quell'ora, però, i bar e i ristoranti dei camp erano ancora chiusi (generalmente aprono intorno alle 7).

Così ci siamo organizzati in modo molto semplice.

Dall'Italia abbiamo portato qualche briochina confezionata e dei succhi di frutta, che mangiavamo direttamente in auto mentre iniziavamo il safari. È stata una soluzione comodissima che ci ha permesso di non perdere nemmeno un minuto delle ore più belle della giornata.

Verso le 8:30, o anche più tardi, quando iniziava a farsi sentire un po' di fame, ci fermavamo in una delle tante picnic area attrezzate con bar e servizi, come Nkhulu Picnic Site o Lower Sabie. Era il momento perfetto per una pausa: una visita ai servizi, qualche minuto di relax e, soprattutto... un buon caffè.

Da buona napoletana, lo ammetto, ero un po' diffidente all'idea di ordinare un espresso all'estero. Per questo, quasi sempre sceglievo un Americano, pensando fosse la scelta più sicura.


Nkhulu picnic site
Nkhulu Picnic Site

E invece il Kruger mi ha piacevolmente smentita.

I caffè erano sempre ottimi, tanto che alla fine ho iniziato ad assaggiare anche l'espresso, indicato nei menu come Single Coffee o Miniature Coffee, e devo dire che mi ha davvero sorpresa.

Per darvi un'idea dei prezzi, un espresso e un caffè americano ci costavano in totale circa 67 Rand, poco più di 3,50 euro. Considerando la qualità e il contesto in cui li gustavamo, con vista sulla savana, erano probabilmente tra i caffè più piacevoli del viaggio.

A volte sono proprio queste piccole abitudini quotidiane a rendere speciale un viaggio: sorseggiare un buon caffè dopo qualche ora di safari, ripensando agli animali appena avvistati e preparandosi a ripartire per una nuova avventura.

Un ultimo consiglio: assaggiate i vini sudafricani

Se amate il vino, il Sudafrica vi sorprenderà.

In quasi tutti i ristoranti abbiamo trovato una selezione di vini locali davvero ottima.

La cosa che ci ha colpito di più è il rapporto qualità-prezzo: un calice costa generalmente tra i 4 e i 5 euro, ma le quantità sono davvero abbondanti.

Il nostro consiglio? Prendetene uno in due. Ve lo riempiono così tanto che è più che sufficiente per accompagnare tutta la cena.

Il nostro verdetto

Prima di partire pensavamo che il Kruger fosse soltanto safari, animali e natura.

In realtà ci siamo portati a casa anche tantissimi ricordi gastronomici.

Dalla carne di selvaggina ai burger, dalle pie ai vini locali, ogni sosta è diventata parte integrante dell'esperienza.

Se state organizzando il vostro itinerario, prendetevi il tempo per scegliere dove mangiare e prenotate sempre tramite Dineplan. Vi assicurerete un tavolo e vivrete il Kruger non solo con gli occhi, ma anche con il palato.

E fidatevi: dopo una giornata trascorsa tra leoni, elefanti e leopardi, sedersi davanti a un ottimo piatto di carne e a un buon bicchiere di vino sarà il finale perfetto.


Il nostro verdetto

SEGUICI ANCHE SU YOUTUBE!



Se vuoi altre informazioni, scrivimi a info@ilrespirodellestelle.com

Se vuoi scoprire di più sui libri della scrittrice Ivana Ferriol, clicca QUI






Commenti


bottom of page