Le 10 migliori canzoni italiane tratte da storie vere
Da De Andrè a Guccini, ci sono tante canzoni italiane ispirate a fatti davvero accaduti, alcuni davvero bizzarri, altri molto drammatici. Non è stato facile sceglierne soltanto una decina, ma abbiamo provato a fare una selezione dei migliori testi ispirati a storie vere, in base a quelli che riteniamo essere più emozionanti.
Ecco le dieci migliori canzoni italiane tratte da storie vere.

1 - BUFALO BILL - FRANCESCO DE GREGORI
E mi ricordo infatti un pomeriggio triste
Io col mio amico "Culo di gomma", famoso meccanico
Sul ciglio di una strada a contemplare l'America
Diminuzione dei cavalli, aumento dell'ottimismo
Mi presentarono i miei cinquant'anni
E un contratto col circo Pace e Bene a girare l'Europa
E firmai, col mio nome firmai
E il mio nome era Bufalo Bill
L’idea di questa canzone è arrivata da un disegno di Otto Dix: Buffalo Bill al circo e il film La ballata di Cable Hogue. Pochi sanno che l’espressione «Culo di Gomma famoso meccanico» si riferisce al fatto che alcuni americani vedevano il mondo diviso tra quelli che andavano a cavallo e quelli che non ci andavano.
«Chi non ci andava probabilmente aveva il culo più molle, e il meccanico che si intende di pistoni e cilindri perciò viene definito culo di gomma, quindi una specie di sottoprodotto umano agli occhi di Bufalo Bill»
2 - FIUME SAND CREEK - FABRIZIO DE ANDRÈ
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
Fu un generale di vent'anni
Occhi turchini e giacca uguale
Fu un generale di vent'anni
Figlio d'un temporale
Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
Fabrizio De Andrè, ad esempio era solito scrivere canzoni per raccontare fatti di cronaca contemporanea (come la storia di Marinella) ma anche eventi appartenenti al passato, come Geordie, ispirata alla storia di George Gordon.
Questo brano selezionato è dedicato a tutte le minoranze etniche ed è ispirato a una vicenda accaduta il 29 novembre 1864 a Sand Creek, nel profondo West, quando 600 nativi furono massacrati dai soldati americani. Tra questi almeno 150 erano donne e bambini.
I soldati approfittarono del fatto che i guerrieri erano impegnati nella caccia al bisonte, quindi la popolazione era indifesa in quel momento. Gli uomini vennero scalpati e orrendamente mutilati, i bambini usati per il tiro al bersaglio. Questo evento portò a 12 anni di guerre che terminarono con la morte del Generale Custer. Solo nel 2000 il governo americano ha chiesto ufficialmente scusa per le vittime. Nella canzone, la descrizione viene fatta dal punto di vista di un bambino.
“Chiusi gli occhi per tre volte, mi ritrovai ancora lì. Chiesi a mio nonno: è solo un sogno? Mio nonno disse sì”
3 - MARIPOSA - FIORELLA MANNOIA
Sono stata tua e di tutti
Di nessuno e di nessun altro
Con le scarpe e a piedi nudi
Nel deserto e anche nel fango
Una, nessuna, centomila
Madre, figlia, luna nuova
Sorella, amica mia
Io ti do la mia parola
Mi chiamano con tutti i nomi
Tutti quelli che mi hanno dato
Ma nel profondo sono libera, orgogliosa e canto
Canzone ispirata alle Sorelle Mirabal, attiviste che si opponevano al regime di Trujillo, in Repubblica Dominicana. La canzone è stata scritta per omaggiare il loro coraggio e la loro resistenza. A causa della loro opposizione al potere, sono state uccise il 25 novembre 1960. Erano tre sorelle di grande cultura. L'auto sulla quale viaggiavano fu intercettata, furono portate in un posto appartato e uccise in modo violento. Poi i corpi furono rimessi in auto e fatta precipitare in un dirupo ma Trujillo sbaglio i suoi calcoli: con la loro morte infatti non diede fine alle proteste, anzi le fece esplodere al punto che le proteste portarono all’assassinio di Trujillo stesso nel 1961. In seguito, si decise di ideare la giornata contro la violenza sulle donne proprio in quella data, in onore del coraggio delle tre donne. La canzone vince il disco d’oro con più di 50000 copie vendute e al suo intero si cita l’associazione “una nessuna centomila” che ha ancora oggi come portavoce Fiorella Mannoia e sta coinvolgendo sempre più artisti.
4 - LA LOCOMOTIVA - FRANCESCO GUCCINI
Correva l'altro treno ignaro e quasi senza fretta,
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
"notizia di emergenza, agite con urgenza,
un pazzo si è lanciato contro al treno,
un pazzo si è lanciato contro al treno"
Questa canzone appartiene all’album Radici del 1972 e veniva solitamente proposta come ultimo brano (durata più di 8 minuti) ai concerti di Francesco Guccini.
La storia è ispirata a un evento reale: il macchinista anarchico Pietro Rigosi il 20 luglio 1893 si impadronì di una locomotiva alla stazione di Poggio Renatico e si diresse a 50km/h verso la stazione di Bologna. Il personale della stazione deviò la locomotiva su un binario morto. Dallo schianto, l’uomo perse una gamba e rimase sfigurato in viso.
Dopo il ricovero in ospedale dichiaro:
«Che importa morire? Meglio morire che essere legato!»
Si capì che era un gesto di protesta contro le ingiustizie sociali e il lavoro precario. Guccini scoprì questa vicenda leggendo il libro Trent'anni d’officina di Mario Bianconi e provò a immaginare l’uomo come un eroe proletario. Nel 2000 lo scultore genovese Alfonso Gialdini ha realizzato una scultura per celebrare La locomotiva. E si trova ora a Genova.
5 - PER SEMPRE GIOVANI - CISCO
Ma il nostro tempo
Finisce qui
Alle 10 e 30
Di un giovedì
E non vedremo
Più il nostro domani
Per sempre giovani
Per sempre uguali
E pensare che a scuola
Non ci volevo venire
Quel mal di testa
Mi faceva impazzire
Ma chi sa se lei
Mi ha poi visto o cercato
Le ho detto in musica
"Sono innamorato"
La canzone "Per sempre giovani" di Stefano "Cisco" Bellotti (ex frontman e anima dei Modena City Ramblers) è ispirata alla strage dell'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno (BO), avvenuta il 6 dicembre 1990 quando un aereo in avaria, abbandonato dal pilota, finisce in un’aula uccidendo tanti ragazzi. Il titolo è stato scelto per dar nome al documentario e anche a una graphic novel. Un brano che lo stesso Cisco dice di non cantar spesso dal vivo, perché è una di quelle poche canzoni che lo fa emozionare tanto.
6 - QUANDO MI VIENI A PRENDERE - LIGABUE
E la maestra adesso è sdraiata e sta dormendo
I miei amici urlano, qualcuno sta ridendo
Ci sono le sirene e sono sempre più vicine
Che giochi enormi che sa organizzare l'uomo nero
I miei amici ora stanno solamente urlando
E tutti quanti insieme è proprio me che stan guardando
Ma non ho scelto io di stare qui con l'uomo nero
Appena lui mi lascia, è con voi che voglio stare
Brano del 2010 di Ligabue contenuto nell’album Arrivederci, mostro! ispirato a un evento terribile accaduto a Dendermonde, in Belgio, quando nel 2009 un uomo ha fatto irruzione in un asilo uccidendo in modo violento bambini e maestra. Luciano Ligabue canta questi versi mettendosi nei panni di uno dei bambini che vengono uccisi senza capirne neanche il motivo.
7 - ALESSANDRO E IL MARE - ROBERTO VECCHIONI
E mentre si voltava indietro
Non aveva niente da vedere
E mentre si guardava avanti
Niente da voler sapere
Ma il tempo di tutta una vita
Non valeva quel solo momento
Alessandro, così grande fuori
Così piccolo dentro
Alessandro, così grande fuori
Così piccolo dentro
Alessandro e il mare racconta l’ultima impresa di Alessandro Magno, che per Vecchioni muore non muore come avvenne nella realtà ma si lascia annegare con i suoi soldati per varcare l’unica cosa che ancora non ha conquistato, dopo tutte le terre: il mare. Lui rimase affascinato dal Grande Mare, dopo la spedizione indiana e Vecchioni lo fa morire da eroe puro, quasi fanciullo, quando ancora non ha perso la sua aura.
8 - TANGO - TANANAI
Amore tra le palazzine a fuoco
La tua voce riconosco
Noi non siamo come loro
È bello, è bello, è bello
È bello stare così
Davanti a te in ginocchio
Sotto la scritta al neon di un sexy shop
Se amarsi dura più di un giorno
È meglio, è meglio
È meglio che non rimani qui
Io tornerò un lunedì
Ma non è mai lunedì
Questo brano è ispirato alla storia di Olga e Maxim, una coppia ucraina che a causa della guerra si è dovuta dividere. Maxim è rimasto in Ucraina per combattere, mentre Olga è scappata a Milano con la figlia di 14 anni. Tango si riferisce al gioco del destino, che come una danza muove le vite a suo piacimento.
9 - FACCIAMO FINTA - NICCOLÒ FABI
Facciamo finta che io mi nascondo
Tu mi vieni a cercare
E anche se non mi trovi, tu non ti arrendi
Perché magari è soltanto
Che mi hai cercato nel posto sbagliato
Facciamo finta che io non mi spavento
Quando arriva la fine, prima o poi capita
Facciamo finta che chi fa successo
Se lo merita
Forse è una delle canzoni più strazianti ed emozionanti da ascoltare a un concerto. Niccolò Fabi ha scritto questa canzone per ricordare la figlia Olivia, di appena due anni, scomparsa per una sepsi meningococcica fulminante. La canzone gioca con il gioco di “far finta che”, per dare vita a situazioni e ruoli in modo che qualsiasi cosa possa diventare reale, un gioco che i bambini sanno fare molto bene. E che vorrebbe imparare a fare anche un padre per rivivere quei piccoli momenti con sua figlia. Ancora mi chiedo con quanta forza Niccolò Fabi riesca a cantare questa canzone così forte e dolorosa. Ma di certo, un gran capolavoro.
10 - ALFREDO - BAUSTELLE
“Il cielo è un punto, non lo vedo più
L’uomo ragno m’ha tirato un polso
Si è spezzato l’osso ora
Dormo oppure sto sognando”
Il brano è ispirato all’evento tragico avvenuto a Vermicino, quando Alfredino Rampi cadde in un pozzo, dove rimase in vita per 63 ore. Fu una delle prime tragedie documentata in diretta tv che ha sconvolto il pubblico. Fu da lì che nacque il servizio della Protezione Civile per risolvere le emergenze.
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