Le migliori 20 canzoni di Adriano Celentano: un viaggio nella musica del molleggiato
- Ivana Ferriol

- 21 ago 2025
- Tempo di lettura: 14 min
Aggiornamento: 1 set 2025
Adriano Celentano non è solo un cantante: è un’icona che ha attraversato decenni di musica italiana reinventandosi continuamente. Dai primi anni ’60 fino ai giorni nostri, ha saputo mescolare rock, ballate romantiche, canzoni di denuncia sociale e brani ironici, lasciando un’impronta indelebile nella cultura popolare. Con la sua voce inconfondibile, il suo stile unico e la capacità di sorprendere sempre, il Molleggiato ha costruito una carriera che è ormai leggenda. In questo articolo ripercorriamo alcune delle canzoni di Celentano più belle, quelle che hanno segnato un’epoca e che continuano a emozionare intere generazioni.

10 CURIOSITÀ SU ADRIANO CELENTANO
Il soprannome “Molleggiato”
Celentano è stato ribattezzato “il Molleggiato” per il suo modo particolare di ballare e muoversi sul palco: elastico, scattante e sempre in anticipo sui tempi rispetto agli altri artisti italiani degli anni ’60.
Una passione nata per caso
Da ragazzo non sognava di fare il cantante: voleva diventare orologiaio, come suo zio. Infatti, prima del successo, lavorava proprio in un laboratorio di riparazione di orologi a Milano.
Il gesto rivoluzionario a Sanremo
Durante il Festival di Sanremo del 1961, mentre cantava 24.000 baci, si voltò di spalle al pubblico e alla giuria: un gesto clamoroso che fece scalpore e che venne interpretato come segno di ribellione e rottura con le convenzioni dell’epoca.
Un film da record
Celentano non è solo cantante: anche come attore ha avuto un enorme successo. Il film Il bisbetico domato (1980), con Ornella Muti, è uno dei più visti nella storia del cinema italiano, con oltre 9 milioni di spettatori.
Amato anche all’estero
Il successo di Celentano non si limita all’Italia: brani come Prisencolinensinainciusol sono stati studiati e apprezzati in tutto il mondo. Negli Stati Uniti e in Europa molti critici lo hanno definito un precursore del rap e della musica hip hop.
6.
Il suo debutto fu grazie a una scommessa
Celentano iniziò a esibirsi quasi per gioco, spinto dagli amici che lo avevano convinto a partecipare a un concorso per voci nuove. Da lì partì la sua incredibile carriera.
7.
Un artista “profetico”
In molte canzoni e programmi TV, Celentano ha affrontato temi ecologici e sociali in tempi non sospetti: parlava di inquinamento, consumismo e crisi ambientale già negli anni ’70.
8.
Il silenzio televisivo
Nonostante fosse uno degli artisti più richiesti, Celentano ha spesso preferito il silenzio alle interviste. La sua riservatezza e il rifiuto di esporsi troppo lo hanno reso ancora più enigmatico e affascinante.
9.
Un talento poliedrico
Oltre a cantare e recitare, Celentano è stato anche regista, autore e conduttore televisivo. I suoi show televisivi hanno segnato la storia della TV italiana, diventando veri eventi nazionali.
10.
Un matrimonio da record
Il suo matrimonio con Claudia Mori, celebrato nel 1964, è tra i più longevi del mondo dello spettacolo italiano. Insieme hanno anche fondato un’etichetta discografica, la “Clan Celentano”, per gestire la loro musica in autonomia.
LE 20 MIGLIORI CANZONI DI ADRIANO CELENTANO
DALL'ALBUM ADRIANO CELENTANO CON GIULIO LIBANO E LA SUA ORCHESTRA (1960)
24MILA BACI
Con 24 mila baci, così frenetico è l'amore
In questo giorno di follia ogni minuto è tutto mio
Con 24 mila baci, felici corrono le ore
D'un giorno splendido perché
Con 24 mila baci tu m'hai portato alla follia
Pubblicata nel 1961, “24.000 baci” è forse uno dei brani più iconici di Adriano Celentano e della musica italiana degli anni ’60. Presentata al Festival di Sanremo, fece scalpore per la sua modernità e per l’atteggiamento ribelle del “Molleggiato”, che durante l’esibizione diede le spalle al pubblico, gesto inedito e provocatorio per l’epoca. Il ritmo travolgente e l’energia rock’n’roll conquistarono i giovani, segnando un punto di svolta nella canzone italiana. Il brano esprime la voglia di vivere con intensità, tra amore e spensieratezza, con un linguaggio diretto e fresco. Rimane ancora oggi una delle colonne portanti del repertorio di Celentano.
DALL'ALBUM NON MI DIR (1964)
SEI RIMASTA SOLA
Ora sei rimasta sola
Cerchi il mio viso fra la folla
Forse sulle tue piccole mani
Stai piangendo il tuo passato
Ma domani chissà
Se tu mi penserai
Allora capirai
Che tutto il mondo eri tu
La tua vita così
A niente servirà
E tutto intorno a te
Più triste sembrerà
Sei rimasta sola” è un brano che mette in risalto il lato più melodico e romantico di Celentano. Pubblicata nei primi anni della sua carriera, la canzone racconta la solitudine di una donna che, dopo la fine di una storia, si ritrova ad affrontare un vuoto interiore difficile da colmare. La voce del cantante, calda e profonda, sottolinea le sfumature emotive del testo, che oscilla tra malinconia e speranza. La melodia delicata, arricchita da arrangiamenti raffinati, trasporta l’ascoltatore in un’atmosfera intima. Con questo brano Celentano dimostra come il suo talento non si esaurisca nella ribellione rock, ma sappia anche esplorare la dimensione sentimentale.
STAI LONTANA DA ME
Io che ho pianto per te
Pregandoti di stare con me
Mi pento perché non ti voglio
Non ti amo, non ti credo e perciò
Stai lontana da me
Non ti voglio perché
Non ti voglio così
Strade sono piene di donne uguali a te
"Stai lontana da me” è uno dei grandi successi degli anni ’60, capace di fondere ritmo rock e melodia italiana. Il testo parla di un amore difficile, in cui il protagonista chiede di essere lasciato andare, pur rivelando un conflitto interiore tra attrazione e ragione. Celentano riesce a rendere credibile questa tensione emotiva con la sua interpretazione vigorosa e intensa. Musicalmente il brano si distingue per il suo andamento incalzante e l’energia trascinante, caratteristiche che lo hanno reso amatissimo dal pubblico giovane. Ancora oggi conserva una freschezza particolare, simbolo della capacità del Molleggiato di trasformare storie personali in inni generazionali.
PREGHERÒ
Non devi odiare il sole
Perché tu non puoi vederlo
Ma c'è
Ore splende su di noi
Su di noi
Dal castello oh, del silenzio
Egli vede anche te
E già sento
Che anche tu lo vedrai
Egli sa che lo vedrai
Solo con gli occhi miei
Ed il mondo
La sua luce riavrà
Uscita nel 1962, “Pregherò” è la versione italiana della celebre “Stand by Me”. Celentano seppe trasformare il brano in qualcosa di unico, donandogli un’intensità tutta mediterranea. Il testo, che parla di amore eterno e sostegno nelle difficoltà, acquisisce nella sua voce una forza emotiva straordinaria. L’arrangiamento semplice e diretto mette al centro il canto, capace di trasmettere speranza e commozione. “Pregherò” divenne un enorme successo, consacrando Celentano non solo come innovatore, ma anche come interprete sensibile e intenso. Ancora oggi è considerata una delle versioni più riuscite del brano a livello internazionale, un classico intramontabile.
DALL'ALBUM IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK (1966)
IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK
Questa è la storia
Di uno di noi
Anche lui nato per caso in via Gluck
In una casa, fuori città
Gente tranquilla, che lavorava
Là dove c'era l'erba ora c'è
Una città
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà
Presentata al Festival di Sanremo nel 1966, “Il ragazzo della via Gluck” è una delle canzoni più celebri e significative di Adriano Celentano. Il brano racconta la storia autobiografica di un ragazzo cresciuto in periferia, costretto a vedere i prati e gli spazi verdi della sua infanzia sostituiti dal cemento e dai palazzi della città. Con parole semplici ma incisive, Celentano denuncia il progresso incontrollato e l’inquinamento, anticipando di decenni i temi ambientali che oggi sono di grande attualità. Accolta inizialmente con scetticismo, la canzone divenne presto un inno generazionale, simbolo della nostalgia per le radici e del desiderio di autenticità. Ancora oggi è considerata una pietra miliare della musica italiana e una testimonianza della sensibilità sociale del Molleggiato.
DALL'ALBUM AZZURRO (1968)
UNA CAREZZA IN UN PUGNO
Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre
Stai già pensando a un altro uomo
Mi sento già sperduto e la mia mano dove prima tu brillavi
È diventata un pugno chiuso, sai
Cattivo come adesso non lo sono stato mai
E quando mezzanotte viene
Se davvero mi vuoi bene
Pensami mezz'ora almeno
E dal pugno chiuso una carezza nascerà
Tra i brani più amati di Celentano, “Una carezza in un pugno” (1968) racconta la contraddizione tra la durezza e la dolcezza dell’amore. Il testo gioca sul paradosso di due sentimenti opposti che convivono nella stessa persona, dando vita a un’immagine potente e universale. La melodia avvolgente e l’interpretazione passionale del Molleggiato hanno reso la canzone un classico della musica italiana. È un brano che tocca corde profonde, perché riflette la natura complessa dei rapporti umani, sospesi tra conflitto e tenerezza. Ancora oggi, la sua intensità emotiva lo rende attuale e capace di emozionare nuove generazioni di ascoltatori.
AZZURRO
Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me
Mi accorgo di non avere più risorse senza di te
E allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te
Il treno dei desideri nei miei pensieri all'incontrario va
“Azzurro”, scritta da Paolo Conte e Vito Pallavicini e interpretata da Celentano nel 1968, è uno dei brani più rappresentativi della musica italiana. Racconta la malinconia di un’estate solitaria, vissuta in città mentre gli altri partono per le vacanze. Il contrasto tra la vivacità della melodia e la nostalgia del testo crea un equilibrio perfetto, che ha reso la canzone amatissima. La voce di Celentano aggiunge ironia e autenticità, trasformandola in un inno generazionale. Nel tempo è diventata un vero simbolo nazionale, cantata in stadi, piazze e feste popolari. Ancora oggi evoca leggerezza e nostalgia in egual misura.
LA COPPIA PIÙ BELLA DEL MONDO
Mi piace ogni cosa di quello che fai
Se pure mi tratti un po' da bambina
Ti credi già donna, ma tu non lo sei
Sei forte per questo, così tu mi vai
Siamo la coppia più bella del mondo
E ci dispiace per gli altri
Che sono tristi, che sono tristi
Perché non sanno più cos'è l'amor
Incisa nel 1967 e cantata in duetto con la moglie Claudia Mori, “La coppia più bella del mondo” è una celebrazione dell’amore coniugale. La canzone divenne un enorme successo, sia per la melodia accattivante sia per la complicità autentica tra i due interpreti. Nel testo traspare la gioia di una relazione che resiste alle difficoltà, diventando un modello ideale per il pubblico dell’epoca. La spontaneità con cui Celentano e Mori la interpretarono contribuì a renderla indimenticabile. Ancora oggi resta un simbolo di unione e passione, capace di emozionare chiunque creda nella forza dell’amore vero.
DALL'ALBUM I MALI DEL SECOLO (1972)
UN ALBERO DI TRENTA PIANI
Ora invece qui nella città
I motori delle macchine
Già ci cantano la marcia funebre
E le fabbriche
Ci profumano anche l'aria
Colorandoci il cielo di nero
Che odora di morte
Ma il Comune
Dice che però la città è moderna
Non ci devi far caso
Se il cemento ti chiude anche il naso
Con “Un albero di 30 piani”, Celentano porta la sua vena ironica e sociale ai massimi livelli. Il brano, uscito nel 1972, affronta temi di critica alla società moderna e alla vita urbana, raccontando con immagini paradossali e surreali l’alienazione dell’uomo nelle grandi città. La sua forza sta proprio nel mescolare un ritmo trascinante a un messaggio impegnato, che all’epoca risultò di grande attualità. Celentano dimostrò così di essere non solo un cantante popolare, ma anche un artista capace di riflettere sulla realtà che lo circondava. È un brano che unisce divertimento e riflessione.
DALL'ALBUM NOSTALROCK (1973)
PRISENCOLINENSINAINCIUSOL
Prisencolinensinainciusol
In de col men seivuan
Prisencolinensinainciusol ol rait
Uis de seim cius nau op de seim
Ol uait men in de colobos dai
Trrr ciak is e maind beghin de col
Bebi stei ye push yo oh
Uis de seim cius nau op de seim
Ol uoit men in de colobos dai
Uscita nel 1972, “Prisencolinensinainciusol” è uno dei brani più geniali e rivoluzionari di Celentano. La canzone è interamente cantata in un finto inglese, un “grammelot” che imita il suono della lingua senza avere un senso compiuto. L’obiettivo era sottolineare la difficoltà di comunicare in una società sempre più caotica e globalizzata. Musicalmente, il brano anticipa il rap e la musica dance, con un ritmo ossessivo e modernissimo per l’epoca. Inizialmente accolto con sorpresa, è diventato col tempo un cult internazionale, studiato e citato anche fuori dall’Italia. Una dimostrazione del genio creativo di Celentano.
DALL'ALBUM SOLI (1979)
SOLI
Il mondo dietro ai vetri
sembra un film senza sonoro
e il tuo pudore amando
rende il corpo tuo più vero
Sei bella quando vuoi, bambina, donna e poi,
non mi deludi mai: è così che mi vai
“Soli”, pubblicata nel 1979, è una delle ballate più emozionanti del repertorio di Celentano. Scritta da Toto Cutugno, racconta la condizione di due amanti che, pur essendo insieme, si sentono comunque soli di fronte alle difficoltà della vita. La melodia intensa e malinconica accompagna un testo che parla di fragilità e intimità. Celentano la interpreta con straordinaria sensibilità, rendendo ogni parola carica di pathos. Il brano ebbe un enorme successo e rimane tutt’oggi una delle canzoni più amate, spesso scelta come colonna sonora di momenti romantici e riflessivi. Un classico intramontabile.
DALL'ALBUM UN PO' ARTISTA E UN PO' NO (1980)
IL TEMPO SE NE VA
E intanto il tempo se ne va
E non ti senti più bambina
Si cresce in fretta alla tua età
Non me ne sono accorto prima
E intanto il tempo se ne va
Tra i sogni e le preoccupazioni
Le calze a rete han preso già
Il posto dei calzettoni
In “Il tempo se ne va”, uscita nel 1980, Celentano affronta il tema del passare degli anni e del rapporto tra generazioni. La canzone racconta la storia di un padre che osserva la figlia diventare donna, con tutte le preoccupazioni e le difficoltà che ciò comporta. È un brano dal forte impatto emotivo, che unisce dolcezza e malinconia. La melodia accompagna perfettamente il testo, creando un’atmosfera riflessiva e commovente. “Il tempo se ne va” divenne un grande successo e toccò corde profonde nel pubblico, dimostrando come Celentano sapesse parlare anche dei temi familiari e universali. Questo brano è stato scritto da Toto Cutugno e Celentano l’ha dedicata a sua figlia Rosalinda.
DALL'ALBUM ARRIVANO GLI UOMINI (1996)
COSÌ COME SEI
Sei, quello che sei
e toccarti io non oserei...
Dai mettiti comoda, non essere stupida,
non fare la timida, stai con me,
stai con me, stai con me
Mi piaci così, così come sei
mi piaci così, così come sei
Con “Così come sei” Celentano porta avanti il suo messaggio di amore autentico e accettazione. Il brano celebra l’unicità della persona amata, invitando ad amarla per quello che è, senza maschere o artifici. La melodia è dolce e coinvolgente, mentre l’interpretazione intensa del cantante dona profondità al testo. Si tratta di una canzone che parla di sincerità nei rapporti umani, un tema molto caro a Celentano. La sua forza è nella semplicità, che diventa poesia universale. È un inno alla bellezza della normalità, al valore dell’essere sé stessi in un mondo che spesso chiede di fingere.
DALL'ALBUM MINA CELENTANO (1998)
ACQUA E SALE
Ma io (ma tu) sono con te ogni giorno
Perché di te ho bisogno
Non voglio di più
Acqua e sale
Mi fai bere
Con un colpo mi trattieni il bicchiere
Mi fai male
Poi godere se mi vedi in un angolo ore ed ore
Ore piene
Come un lago
Che se piove un po' di meno è uno stagno
Vorrei dire
Non conviene
Sono io a pagare amore tutte le pene
Duetto con Mina, “Acqua e sale” (1998) è una delle canzoni più celebri della musica italiana contemporanea. La voce graffiante di Celentano si fonde con quella potente e vellutata di Mina in un equilibrio perfetto. Il brano racconta l’alternanza di opposti in una relazione, simboleggiata dall’acqua e dal sale. Il testo poetico e la melodia struggente lo hanno reso un classico moderno, amatissimo dal pubblico. È una canzone che parla d’amore in modo adulto e realistico, mettendo in luce la bellezza delle contraddizioni. Ancora oggi emoziona per la sua intensità interpretativa e il suo fascino senza tempo.
DALL'ALBUM IO NON SO PARLAR D'AMORE (1999)
L'EMOZIONE NON HA VOCE
Tra le mie braccia dormirai
Serenamente
Ed è importante questo sai
Per sentirci pienamente noi
Un'altra vita mi darai
Che io non conosco
La mia compagna tu sarai
Fino a quando so che lo vorrai
Scritta da Mogol e Gianni Bella, “L’emozione non ha voce” (1999) è una delle ballate più intense di Celentano. Il brano esprime l’incapacità di descrivere a parole i sentimenti più profondi, lasciando che sia la musica a colmare quel vuoto. La voce del Molleggiato, con la sua tonalità inconfondibile, dà vita a un’interpretazione struggente che arriva dritta al cuore. La canzone ebbe un enorme successo e divenne uno dei pezzi più rappresentativi della sua carriera recente. Ancora oggi è spesso considerata una delle dichiarazioni d’amore più belle della musica italiana.
L'ARCOBALENO
Io quante cose non avevo capito
Che sono chiare come stelle cadenti
E devo dirti che è un piacere infinito
Portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro, davvero
E tante cose son rimaste da dire
Ascolta sempre e solo musica vera
E cerca sempre se puoi di capire
L’arcobaleno” uscì nel 1999 ed è una canzone particolarmente toccante, scritta da Mogol. Venne dedicata a Lucio Battisti, scomparso poco prima, e interpretata da Celentano con una sensibilità unica. Il brano parla di speranza e di un legame che supera la morte, con un testo poetico e suggestivo. La melodia dolce e malinconica accompagna parole che sembrano un messaggio dall’aldilà. La forza emotiva di “L’arcobaleno” colpì profondamente il pubblico, trasformandola in un inno alla memoria e all’amicizia. È un brano che lascia un segno indelebile per intensità e significato.
DALL'ALBUM ESCO DI RADO E PARLO ANCORA MENO (2000)
QUELLO CHE NON TI HO DETTO MAI
Questi giorni sai
Belli o brutti sono sempre belli e noi
Siamo pieni di incertezze ma ci sei
Con le tue carezze, tu
A volte in mezzo al mare anche noi
Rischiamo di affogare dentro ai guai
Ci sappiamo consolare, come sai
Rimanendo lì distesi
Ad occhi chiusi
Ad una nuvola appesi
Questo brano mette in luce il lato più intimo e riflessivo di Celentano. “Quello che non ti ho detto mai” parla delle parole non dette in una relazione, dei sentimenti rimasti sospesi per timidezza o paura. La melodia dolce e malinconica accompagna un testo profondo, che invita a non sprecare occasioni per esprimere i propri sentimenti. L’interpretazione del Molleggiato, intensa e carica di sfumature, dona al brano una grande forza emotiva. È una canzone che tocca tutti, perché riflette esperienze comuni e universali. Ancora oggi resta una delle sue ballate più suggestive.
DALL'ALBUM C'È SEMPRE UN MOTIVO (2004)
C'È SEMPRE UN MOTIVO
E cammino, cammino quando il sole è vicino
E stringo i denti quando tu non mi senti
E cerco di stare un po' più tranquillo
Se intorno la vita mi vuole che oscillo
E cammino, cammino vado incontro al domani
Mi sento più forte se ti tengo le mani
E cerco e o m'invento, stravolgo la vita
perché tu non dica stavolta è finita
Pubblicata nel 2004, “C’è sempre un motivo” rappresenta la maturità artistica di Celentano. Il brano racconta le giustificazioni e le fragilità che accompagnano i comportamenti umani, con un testo ricco di significati e sfumature. La musica, intensa e raffinata, sostiene un’interpretazione profonda che mette in luce tutta la sensibilità del cantante. È una canzone che invita alla comprensione e al perdono, ricordando che dietro ogni gesto c’è sempre una ragione nascosta. Con questo brano, Celentano conferma la sua capacità di unire poesia e filosofia in musica.
DALL'ALBUM DORMI AMORE LA SITUAZIONE NON È BUONA (2007)
HAI BUCATO LA MIA VITA
Incontrerai qualcuno che amerai di più
Io non amerò nessuno
Mi hai chiuso il cuore tu
Sì, conoscerai qualcuno e soffrirai perché
Lo amerai come una stupida proprio come me
E il mio pensiero vola ritorna a quella sera
Tu hai bucato la mia vita
Quando sei andata via
Hai bruciato in un attimo anche la fantasia
Come un vento gelido tu hai spazzato
Tutta la poesia sembra quasi impossibile
Che sia toccato a noi
"Hai bucato la mia vita” è una ballata intensa che parla di un amore travolgente, capace di lasciare un segno indelebile. Il testo utilizza un linguaggio semplice ma diretto, con immagini forti che raccontano la profondità di un sentimento difficile da dimenticare. La melodia avvolgente e l’interpretazione emotiva.
DORMI AMORE
Con l'aiuto dei gabbiani disegnerò
Impossibili figure
Che potrai interpretare
Dormi amore
Non ti svegliare
No, non temere
Con altre mani ti accarezzerò
Io ci sarò
Ovunque tu sarai
Il mio respiro sentirai
Uscito nel 2007, “Dormi amore” è un brano che unisce dolcezza e intensità. Si tratta di una ninna nanna moderna, dedicata alla persona amata, che invita a lasciarsi andare al riposo e alla serenità. La melodia è avvolgente, quasi ipnotica, e la voce di Celentano aggiunge una profondità particolare. È una canzone che parla di protezione, di tenerezza e di intimità, valori che il cantante ha sempre saputo trasmettere con autenticità. “Dormi amore” conferma la sua capacità di innovarsi pur mantenendo intatto il suo stile unico e riconoscibile.
CONCLUSIONE
Dalla ribellione rock degli anni ’60 alle ballate intramontabili, fino ai duetti indimenticabili con Mina, Adriano Celentano ha saputo raccontare l’Italia, i suoi amori, le sue contraddizioni e i suoi sogni. Le sue canzoni non sono solo melodie da ascoltare, ma frammenti di vita collettiva, capaci di evocare ricordi ed emozioni che non conoscono tempo. Ancora oggi, ogni volta che risuona una sua canzone, il pubblico ritrova quell’energia, quella poesia e quella sincerità che hanno reso il “Molleggiato” un artista unico e senza eguali. Le sue canzoni non appartengono al passato, ma continuano a vivere nel presente e ad accompagnarci nel futuro.
Se vuoi altre informazioni, scrivimi a info@ilrespirodellestelle.com
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