Le migliori canzoni italiane che parlano della cattiveria delle persone - Quanto può essere cattiva la gente nella nostra società
Aggiornamento: 7 ott
Lo sappiamo. Vivere significa confrontarsi anche con gli altri, nel bene e nel male. A volte capita però che si provi rabbia o tristezza per come alcune persone ci trattano, o per come vediamo che usano persone a cui vogliamo veramente bene. Beh, i grandi cantautori italiani non potevano esimersi di trattare anche questo delicato argomento.
Ecco le migliori dieci canzoni italiane che parlano della cattiveria delle persone.
1 - IL MOSTRO - SAMUELE BERSANI
Uno dei primi capolavori dell'immensa carriera cantautorale di Samuele Bersani. Quando un intero gruppo di persone decide di fare del male a una persona glielo fa e basta. È sufficiente inventarsi qualcosa, una diceria, una cattiveria, per farsi seguire, anche senza prove. Il presunto mostro, però, è una persona come tutti noi. E ha paura, molta paura. Quindi, in definitiva, chi è il mostro in questa e in molte altre storie della nostra società?
2 - IVAN GRAZIANI - MALEDETTE MALELINGUE
Festival di Sanremo 1994, uno straordinario Ivan Graziani porta sul palco dell'Ariston un brano intenso, pieno di significato, su ciò che possono fare le parole della gente: rovinare la vita delle persone, rovinare la vita dei ragazzi anche più giovani.
3 - FRANCESCO GUCCINI - CANZONE DI NOTTE N°2
Guccini, nelle canzoni scritte di notte, ha trovato alcuni dei suoi brani più rappresentativi e più centrati sulla società: in questo brano si prende di mira chi giudica le persone che provano a cambiare qualcosa, che provano a restare fuori dal coro.
4 - FABRIZIO DE ANDRÈ - AMICO FRAGILE
Con Amico Fragile, Fabrizio De André se la prende con la società benestante che stava con lui ad una festa a cui era invitato in Gallura nel 1974: lui parlava di società e di attualità, a loro non interessava niente di tutto ciò, a loro importava soltanto che suonasse la chitarra e che non parlasse. Così è nato questo brano, nella notte successiva, della sua fatica ad adattarsi a un certo tipo di persone, piene di ipocrisia e di bei discorsi fini a se stessi.
5 - VASCO ROSSI - HO FATTO UN SOGNO
Una delle canzoni più esemplificative quando si parla di cattiveria della gente: un testo diretto, senza fronzoli, su quando le persone iniziano a parlare della tua vita, senza saperne assolutamente niente.
6 - LUCIANO LIGABUE - CARO IL MIO FRANCESCO
Il Francesco a cui scrive questa sorta di lettera Luciano Ligabue è il maestro Francesco Guccini. Il rocker emiliano si sfoga su quanto sia finta la società in cui si vive, riferendosi molto anche all'ambiente musicale, pieno di falsità e di giochi di persone che si usano tra di loro sempre con doppi fini, mai con sincerità.
7 - ENZO JANNACCI - SE ME LO DICEVI PRIMA
Festival di Sanremo 1989: prima partecipazione per Enzo Jannacci, che pure aveva già conosciuto il grande successo di pubblico nei primi anni di carriera. Si presenta come soltanto lui poteva fare: una canzone originale, che tocca le corde più importanti della nostra società. In questo brano c'è un dialogo tra due persone, una che ha bisogno d'aiuto e l'altra, che potrebbe aiutarla, non fa niente per allungare minimamente il braccio e salvare il suo conoscente.
8 - ALEXIA - GRANDE CORAGGIO
Una canzone che è una spinta a non mollare: in una vita in cui tutto è difficile, anche il rapporto con le persone, in cui chi è più in alto di te invece di aiutarti ti giudica e basta, devi trovare dentro di te il grande coraggio per andare avanti in ogni giorno della tua esistenza.
9 - EDOARDO BENNATO - VENDERÒ
Sicuramente uno dei brani che preferisco di Edoardo Bennato. Il cantautore partenopeo fa una critica alla società che sta diventando soltanto sfruttamento e uso delle persone, regalando alle persone peggiori ciò che vogliono.
10 - I NOMADI - COME POTETE GIUDICAR
Chiudiamo con un viaggio nel tempo: è il 1967 quando I Nomadi capitanati da Augusto Daolio pubblicano Come potete giudicar, un inno generazionale contro tutte quelle persone che li giudicavano soltanto per il modo in cui si vestivano o per come portavano i capelli. Una canzone immortale, una delle prime a ribellarsi al sistema di uniformità che voleva la società di allora.
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