15 canzoni che hanno portato temi sociali al Festival di Sanremo
- Rudy Pesenti
- 28 gen 2024
- Tempo di lettura: 9 min
Aggiornamento: 11 gen
Il Festival di Sanremo non è solo musica e spettacolo: nel corso della sua lunga storia è stato anche un importante palcoscenico per raccontare il Paese, le sue contraddizioni e le sue battaglie sociali. Tra melodie memorabili e testi apparentemente leggeri, molte canzoni presentate all’Ariston hanno saputo affrontare temi profondi come l’emarginazione, i diritti civili, la guerra, la violenza, il disagio sociale e l’identità personale. In questo articolo ripercorriamo 15 canzoni che hanno portato temi sociali al Festival di Sanremo, dimostrando come la musica possa diventare strumento di riflessione, denuncia e cambiamento, anche sul palco più popolare della musica italiana.

1 - IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK - ADRIANO CELENTANO - SANREMO 1966
Passano gli anni
Ma otto son lunghi
Però quel ragazzo ne ha fatta di strada
Ma non si scorda la sua prima casa
Ora coi soldi lui può comperarla
Torna e non trova gli amici che aveva
Solo case su case
Catrame e cemento
Là dove c'era l'erba ora c'è
Una città, ah
E quella casa in mezzo al verde ormai
Dove sarà, ah
Adriano Celentano nel 1966 porta sul palco più prestigioso d'Italia una canzone in voga ancora oggi. L'abusivismo edilizio, la sua città che cambia, gli spazi verdi sempre più inesistenti. Il cantante lombardo ci aveva visto lungo sul modo folle in cui stava cambiando Milano in quegli anni.
2 - SI PUO' DARE DI PIU' - MORANDI / RUGGERI / TOZZI - 1987
Perché la guerra, la carestia
Non sono scene viste in TV
E non puoi dire "lascia che sia"
Perché ne avresti un po' colpa anche tu
Si può dare di più, perché è dentro di noi
Si può dare di più senza essere eroi
Come fare non so, non lo sai neanche tu
Ma di certo si può dare di più
1987, la solidarietà è un tema dibattuto e in auge, arrivano immagini da altri mondi di sofferenza che fanno indignare e si prende coscienza di vivere in una parte fortunata di mondo. In questo clima nasce anche la canzone dell'inedito trio Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi, con un testo che invita a fare di più per aiutare gli altri. Primo posto per il brano nella classifica finale.
3 - BAMBINI - PAOLA TURCI - 1989
Ragazzini corrono sui muri neri di città
Sanno tutto dell'amore che si prende e non si dà
Sanno vendere il silenzio e il male
La loro poca libertà
Vendono polvere bianca ai nostri anni e alla pietà
Bambini, bambini
Ehi, bambino
Armato e disarmato in una foto
Senza felicità
Sfogliato e impaginato in questa vita sola
Che ci sorriderà
Paola Turci nel 1989 vince la sezione Emergenti con il brano Bambini. La canzona tratta dei diritti dei più piccoli soprattutto nei paesi meno sviluppati, spesso costretti a fare i corrieri della droga o ad affrontare guerre di cui non capiscono il motivo, in quanto loro vorrebbero soltanto giocare. Nel testo si far riferimento anche a un problema sociale di quegli anni in argentina, quello dei desaparecido.
4 - SE ME LO DICEVI PRIMA - ENZO JANNACCI - 1989
Ti sei sentito solo
In mezzo a tanta gente
Sì ma
Guarda che di te e degli altri
A tutta questa gente qua
Ecco, non gliene frega niente
In voga già da parecchio tempo, il genio di Enzo Jannacci calca però per la prima volta il palco del Festival di Sanremo soltanto nel 1989 e lo fa con una canzone per niente banale. Medico di professione, oltre che cantautore, Jannacci porta un testo contro la droga e l'emarginazione sociale che ne consegue anche dopo essere riusciti ad uscire dal tunnel.
5 - ITALIA D'ORO - PIERANGELO BERTOLI - 1992
Tutto si perde in un suono di missili
Mentre altri spari risuonano già
Sopra alle strade viaggiate dai deboli
La nostra guerra non si spegnerà
E torneranno a parlarci di lacrime
Dei risultati della povertà
Delle tangenti e dei boss tutti liberi
Di un'altra bomba scoppiata in città
Il cantautore di Sassuolo Pierangelo Bertoli arriva nel 1992 a Sanremo con un pezzo che denuncia l'Italia svenduta e a pezzi. La visione di Bertoli si vedrà nella realtà di lì a poco: l'operazione Mani Pulite sulla corruzione politica e le stragi di mafia più intense inizieranno poco dopo quel festival.
6 - SIGNOR TENENTE - GIORGIO FALETTI - 1994
Ed è così, tutti sudati
Che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio
Caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventare così cattivo che dopo
Quasi non resta niente
Da comico a cantante. Credibile? Il tempo dice di sì, al 100%, ma quando Faletti si presentò al Festival di Sanremo con questa canzone, non fu subito tutto semplice per lui. Non pensavano che un cabarettista avrebbe potuto affrontare con serietà un tema spinoso, come le morti delle forze armate e della scorta delle vittime di mafia, perlopiù ragazzi giovani mandati a morire da uno Stato che non era in grado di proteggerli. Un brano, che ancora oggi, fa venire la pelle d'oca. Secondo posto per lui in quell'edizione del Festival.
7 - LA TERRA DEI CACHI - ELIO E LE STORIE TESE - 1996
Italia sì, Italia no, Italia bum, la strage impunita
Puoi dir di sì, puoi dir di no, ma questa è la vita
Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè
C'è un commando che ci aspetta per assassinarci un po'
Commando sì, commando no, commando omicida
Commando pam, commando papapapapam, ma se c'è la partita
Il commando non ci sta e allo stadio se ne va
Sventolando il bandierone non più il sangue scorrerà
Infetto sì, infetto no, quintali di plasma
Primario sì, primario dai, primario fantasma
Io fantasma non sarò e al tuo plasma dico no
Se dimentichi le pinze fischiettando ti dirò
"Fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l'ho nella panza"
Anche con l'ironia si può parlare di tematiche sociali, anzi, la forza che ha l'umorismo è che raccoglie un gran numero di persone a cui poter parlare. Secondo posto anche per questo brano scanzonato che ha conquistato l'affetto del pubblico di Sanremo nel 1994. L'abusivismo edilizio, le stragi, la malasanità, la mafia, lo Stato che non esiste. Ecco uno specchio della terra dei cachi, in cui purtroppo in questi ultimi trent'anni gran poco è cambiato.
8 - NESSUNO TOCCHI CAINO - ENRICO RUGGERI E ANDREA MIRÒ - 2003
Il corridoio si stringe ancora
Lo dovrai vedere solo per un'ora
È il lavoro mio, è la vita mia
A eseguire il destino s'impara
Ma non mi scordo del primo uomo
Ho bevuto per non chiedergli perdono
Non moriva mai, non finiva mai
Ma ti abitui a tutto, non lo sai?
Una canzone meravigliosa e d'impatto contro la pena di morte che purtroppo non supera il quarto posto in quell'edizione del Festival di Sanremo, anche se avrebbe meritato certamente di più. Il tema è centrato, le sonorità molto coinvolgenti. Il racconto di un boia che deve finire un condannato e continua a ripensare a ciò che sta facendo. L'alternanza delle voci di Ruggeri e di sua moglie, Andrea Mirò, è incantevole.
9 - DOVE SI VA - I NOMADI - 2006
Dove si va? Come si fa?
A stringere la vita, intanto fuori scoppia la notte
Dove si va? Come si fa?
Se vivere da queste parti è come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
Della pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no, non può salvare la notte
I Nomadi calcano il palco di Sanremo nel 2006 e lo fanno a modo loro: una canzone che colpisce e non delude il pubblico che da sempre li segue. Chiude al secondo posto quell'anno dietro a Povia, inutile dire, secondo me, chi avrebbe meritato la vittoria. Dove si va è la lettera di un padre che si trova al fronte in guerra e scrive a suo figlio nella speranza di rivederlo, senza comprendere il perché della follia che lo circonda.
10 - PENSA - FABRIZIO MORO - 2007
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no, non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto, un attimo di più
Con la testa fra le mani
Dopo Paola Turci nel 1989, ecco Fabrizio Moro nel 2007 vincere la sezione Giovani di Sanremo con una canzone con tematiche sociali: Pensa è infatti un testo che invita a rigettare le mafie, a uscirne, a non dare modo alla criminalità organizzata di crescere e manipolare la gente. Una canzone strutturalmente azzeccata che starà in classifica per diversi mesi.
11 - TI REGALERO' UNA ROSA - SIMONE CRISTICCHI - 2007
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent'anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un'emozione?
Nel 2007 un'incredibile doppietta tra i Giovani e i Big con testi per niente scontati: anche tra i campioni, infatti, a vincere è una canzone importante che parla di emarginazione sociale e di persone abbandonate in strutture per chi viene definito dalla società 'matto', soltanto perché diverso. Ma che dentro di sé ha un mondo fatto d'amore e di sentimenti da voler esprimere. Una bellissima poesia che ricorda a tutti che nessuno è da lasciare indietro o abbandonare. Che tutti, in fondo, siamo un po' il diverso di qualcun altro.
12 - INVISIBILI - CRISTIANO DE ANDRÈ - 2014
Tu abitavi in via dell'amore vicendevole
E io avevo preso una stanza in affitto
Da quelle parti lì
Io dimostravo fondamentalmente i miei anni
Tu ormai non sapevi più quali fossero i tuoi
Perché a Genova si moriva a vent'anni
Ma senza diventare mai, mai degli eroi
Coi tuoi separati a colpi di calibro trentotto
E i miei tenuti insieme dalla speranza per l'umanità
Noi sempre oltre ogni limite
Quel limite era una scommessa da non perdere mai
Il capolavoro di Cristiano De André è qui e purtroppo passa inosservato in quell'edizione del Festival di Sanremo. Un testo che avrebbe fatto scrosciare di applausi persino suo padre Fabrizio. Una canzone che lo ricorda molto, con una tematica difficile come quella della droga e della Genova di Cristiano nella sua gioventù. Una società che passa e che non guarda chi sta male, lo lascia indietro e se ne dimentica. Perché tutti noi, prima o poi, ci siamo sentiti Invisibili.
13 - VIETATO MORIRE - ERMAL META - 2017
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l'amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l'amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L'uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell'amore che dai
Terzo posto e premio della Critica per il cantante di origini albanesi Ermal Meta con un testo che lascia il segno. Vietato morire parla di violenza domestica, quella violenza che troppo spesso ancora accade con l'uomo a prevaricare la donna. Il tutto è reso ancora più struggente dalla visione delle scene da parte di un bambino che vorrebbe salvare la madre dalle oscenità che è costretta a subire.
14 - NON MI AVETE FATTO NIENTE - ERMAL META E FABRIZIO MORO - 2018
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista.
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente.
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Due personaggi già precedentemente in questa classifica si uniscono e non possono fare altro che sbancare Sanremo con un pezzo di incredibile attualità: le stragi terroristiche messe in atto dall'ISIS in tutta Europa. Il non arrendersi alla paura, ma il rinascere dell'umanità che urla a gran voce 'Non mi avete fatto niente' e al suo voler ricominciare dal sorriso di un bambino. Un brano iconico e bellissimo messo in scena da due bravissimi cantautori.
15 - ARGENTOVIVO - DANIELE SILVESTRI - 2019
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco e non li voglio imitare
Avete preso un bambino che non stava mai fermo
L'avete messo da solo davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo virtuale
Io che ero argento vivo, dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso mi resta solo il rancore
Daniele Silvestri da grande cantautore quale è sforna un pezzo incredibile contro l'istruzione italiana. Il punto di vista di un ragazzo pieno di vita a cui vengono imposte decisioni, scelte e modi di vivere che non fanno parte del suo essere e lui vorrebbe soltanto vivere libero. Una canzone importante e d'impatto, che fa riflettere sulla questione del se la scuola italiana sia o meno al passo con il mondo che in tutti questi anni è cambiato e con esso ciò che quotidianamente vivono i ragazzi di oggi.
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