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Intervista a Iole: da Amici a un presente e un futuro tutti da scrivere (e cantare)

Dopo il suo percorso nella scuola di Amici di Maria De Filippi, Iolanda Capasso, in arte Iole, continua a costruire passo dopo passo la propria identità artistica, tra nuove consapevolezze, sperimentazione e tanta voglia di mettersi in gioco. Il talent show è stato solo un punto di partenza: oggi il suo presente è fatto di musica, crescita e scelte più mature, mentre il futuro si apre a nuove possibilità ancora tutte da scrivere.



In questa intervista abbiamo provato a raccontare proprio questo momento di transizione: l’uscita dalla “bolla” televisiva, il rapporto con il pubblico, la vita del post-talent e la ricerca di una direzione musicale autentica. Un dialogo sincero che mostra una giovane artista in evoluzione, pronta a trasformare le esperienze vissute in canzoni e a dare voce a una nuova fase del suo percorso.


Intervista a Iolanda Capasso: da Amici a un presente e un futuro tutti da scrivere (e cantare)

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato nel tuo percorso? C'è stato un momento in cui hai pensato di mollare?

La difficoltà più grande è stata, e continua a essere, quella di ritagliarmi uno spazio in mezzo al grande caos che caratterizza il panorama musicale di oggi. Impormi sul mercato, restare costantemente aggiornata su tutte le piattaforme e sostenere il ritmo di questa continua corsa non è semplice. A volte sento la pressione di dover gridare continuamente: “Ehi, esisto, sono qui!”.

Nonostante questo, non c’è mai stato un momento in cui abbia pensato di mollare, e non credo che arriverà mai.

Che ricordo conservi della tua esperienza ad Amici di Maria De Filippi (artisticamente e umanamente)? Ci parli anche della sfida contro Elodie?

L’esperienza ad Amici è stata una piccola finestra aperta su un mondo enorme come quello della televisione. Oggi probabilmente non mi riconosco più in quel modo di lavorare, perché ho intrapreso un percorso diverso, più formativo, e ne sono orgogliosa. 

La televisione resta comunque un mezzo potentissimo, capace di offrire una visibilità immediata e vastissima, seconda forse solo ai social come TikTok. La sfida con Elodie è un ricordo intenso e grintoso: sapevo che avrei probabilmente perso, perché era molto amata all’interno del programma, ma il mio obiettivo era dare il massimo e credo di esserci riuscita.


Se potessi tornare indietro, c'è qualcosa che affronteresti in modo diverso?

Quando mi vengono poste domande sul passato, sono sempre tentata di rispondere che cambierei qualcosa.

Ripenso a tanti momenti e a diverse scelte. Tuttavia, credo davvero che tutto ciò che ho vissuto, comprese le decisioni sbagliate, mi abbia portata a essere la persona che sono oggi, nel bene e nel male. Per questo motivo, no: rifarei tutto senza cambiare nulla.

Quali sono gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo stile?

La mia musica è il risultato di influenze molto diverse tra loro. 

Beyoncé è stata una vera ossessione per anni: guardavo i suoi concerti, imparavo le scalette, le coreografie, ogni dettaglio. Ho ascoltato musica afroamericana, pop internazionale, pop italiano, musica napoletana e neomelodica. Questa varietà mi ha permesso di sviluppare una forte versatilità e di spaziare tra generi differenti.


Come definiresti la tua musica a chi non ti ha mai ascoltata?

Verace e passionale.

Qual è il tuo brano a cui sei più legata?

“Sul tetto del mondo” è sicuramente uno dei brani che più mi ha accompagnata negli ultimi anni e che mi ha portata a San Marino nel 2023; per questo gli sono molto legata dal punto di vista emotivo. Un altro brano importante è l’ultimo singolo, “Velen”, che rappresenta pienamente il progetto artistico che abbiamo scelto di portare avanti negli ultimi tempi.


C'è un genere musicale che non hai ancora esplorato ma che ti piacerebbe sperimentare?

Ce n’è più di uno. Ci stiamo lavorando e spero di potervi far ascoltare presto qualcosa di nuovo.

Con quale artista italiano o internazionale sogni di collaborare? E quale canzone di un altro cantante avresti voluto scrivere tu?

Mahmood è sicuramente uno degli artisti con cui sogno di collaborare: sarebbe qualcosa di straordinario. Per quanto riguarda una canzone che avrei voluto scrivere, scelgo “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco.

Hai scritto qualche strofa su Morto Mai di Lazza e su un brano di Geolier. Cosa vuoi dirci a riguardo?

È stato molto divertente. 

Mi piace l’idea di scrivere qualcosa di personale su una cover e lasciare la mia identità all’interno di un brano già esistente. 

Naturalmente non funziona con qualsiasi canzone, ma questi due pezzi in particolare contengono testi che sento molto vicini alla mia sensibilità.

Dove immagini IOLE tra cinque anni?

Sui palchi e nei contesti che merito.


Qual è la cosa che il pubblico non sa di te e che ti piacerebbe far conoscere?

Sono molto autocritica e spesso estremamente severa con me stessa.

Il 99% delle cose che realizzo, compresi lavori già pubblicati, non mi soddisfa mai completamente. 

Da un lato questo atteggiamento mi penalizza, perché faccio fatica a gratificarmi; dall’altro mi aiuta a mantenere standard elevati e a migliorarmi continuamente.

Se una ragazzina napoletana che sogna di cantare ti stesse ascoltando in questo momento, cosa le diresti?

Sogna forte. Individua la tua strada e seguila con determinazione. 

Non deve esistere un piano B: la musica è una vocazione.


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