Le dieci migliori canzoni italiane di chi si è stancato della società e si è tolto la maschera
- Ivana Ferriol

- 1 apr 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Arriva un momento in cui tutti gli artisti decidono di sfilare la corona e sfogarsi attraverso un testo musicale. A volte, questi brani diventano perfino una sorta di autobiografia, o qualcosa che diventa la canzone più rappresentativa di un cantautore.
Ecco le migliori dieci canzoni di cantanti italiani che si sono stancati della società attorno a loro e con penna e spartito non le hanno mandate a dire!

1 - FRANCESCO GUCCINI - L'AVVELENATA
Colleghi cantautori, eletta schiera,
che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene
a aver le tasche piene e non solo i coglioni.
Che cosa posso dirvi?
Andate e fate, tanto ci sarà sempre,
lo sapete, un musico fallito,
un pio, un teorete, un Bertoncelli
o un prete a sparare cazzate!
Il titolo deriva da Lele Chiodi (cantautore tosco-emiliano, membro del gruppo folk Viulàn) che era solito esclamare “sono avvelenato”. Il brano viene scritto dopo una lite con Bertoncelli, giornalista secondo cui Guccini avrebbe scritto le canzoni di “Stanze di vita quotidiana” (album del 1974) in modo forzato e senza estro creativo.
“L’avvelenata è un momento mio di incazzatura, perché nei primi anni 70 segue una recensione malevola – perché certi giornalisti sono tremendi - di Bertoncelli per Stanze della vita quotidiana, che per alcuni pare che sia un disco bellissimo, io non lo sopporto, abbiamo cominciato a settembre a Roma e l’abbiamo finito in aprile a Milano, non lo sopportavo più”
2 - LUCIANO LIGABUE - CARO IL MIO FRANCESCO
E io che il mio disprezzo me lo tengo dentro
Che il letamaio è colmo già pubblicamente
Ma quei presunti puri
Mi possono baciare queste chiappe allegramente
E allora avanti un altro
E volevi la tua bici, pedalare
Avanti pure un altro
Rispondere agli insulti è solo bassa promozione
Una lettera-canzone indirizzata al collega Francesco Guccini in risposta all'avvelenata; in questo brano, il cantautore emiliano critica il comportamento ruffiano di certi colleghi. Definendo “non topi” solo Guccini e De Gregori.
3 - THE ANDRE - CAPTATIO BENEVOLENTIAE
Da ironico a patetico il passo è breve
eri partito così bene fra,
avevi un’idea originale
e l’hai buttata per assomigliare
a quei tipi là
Captatio benevolentiae è un'espressione latina che significa "accattivarsi la simpatia" di un pubblico. Ecco il brano spiegato con le parole di The Andre:
“È proprio un brano di passaggio, un’apertura a quel che farò da adesso in poi. E vuole essere un modo di scusarmi: vi chiedo di perdonarmi fin da subito perché farò qualcosa di diverso da quel che vi aspettate”
4 - FABRIZIO DE ANDRÈ - AMICO FRAGILE
E poi seduto
In mezzo ai vostri arrivederci
Mi sentivo meno stanco di voi
Ero molto meno stanco di voi
Questo brano esprime la frustrazione di un artista che si sente utile agli altri ma non viene compreso dal pubblico. Amico fragile è nata in un momento di rabbia e di alcol, dopo una serata in cui De André avrebbe voluto discutere con le persone di ciò che stava succedendo in Italia. La canzone è un dolore attribuito al futuro negato e non vissuto. A ciò che poteva essere e invece non sarà mai.
5 - FRANCO CALIFANO - BUIO E LUNA PIENA
La mia vita, questa vita, è stata buio e luna piena
Ogni tanto dei bastardi ad abbaiarmi sulla schiena
Un cortile, casa mia
Io con tanta frenesia
Già volevo andare via
Quante botte ho rimediato, ma non sono mai caduto
Se la vita mi offre il conto, io rispondo, "Già pagato"
Il titolo “buio e luna piena” vuole rappresentare le due facce dell’anima di Califano: quella più cupa e quella piena di creatività (la Luna Piena). La canzone esprime il dolore esistenziale che prima o poi tutti proviamo, in un mix di momenti di euforia e tristezza.
6 - LO STATO SOCIALE - FOTTUTI PER SEMPRE
Fottuti per sempre, famosi per gioco
Non è vero che la musica ti salverà
Manca la consonante per indovinare
Il nome della nostra band e vincere l'Eredità
Non credere a niente quando tutto è una moda
Spendi tutti i soldi e fotti la celebrità
Non c'è niente di vero a parte le canzoni
Che scrivi a sedici anni sopra ai cessi di un bar
Così stupido e bambino da crederci davvero
Che il rock and roll non morirà
La canzone più sincera de Lo Stato Sociale parla di sogni che di disintegrano, di come i membri della band volevano cambiare il mondo ma alla fine è stato il mondo a cambiarli.
Di come quei sogni da bambini d'un tratto siano cambiati, rendendoli uniformati a ciò che non avrebbero mai voluto.
7 - PIERANGELO BERTOLI - A MUSO DURO
Ho speso quattro secoli di vita
E fatto mille viaggi nei deserti
Perché volevo dire ciò che penso
Volevo andare avanti ad occhi aperti
Adesso dovrei fare le canzoni
Con i dosaggi esatti degli esperti
Magari poi vestirmi come un fesso
Per fare il deficiente nei concerti
A muso duro è uno dei brani più famosi di Bertoli e rappresenta uno sfogo verso l’industria musicale ipocrita, al contrario del cantautore emiliano che è sempre stato considerato sincero e diretto.
Questa canzone nasce dopo una discussione con la vecchia casa discografica che l'aveva messo all'angolo, dicendogli che le sue canzoni non andavano più bene, che avrebbe dovuto cambiare modo di fare musica.
Così lui ha cambiato di risposta casa discografica e ha scritto questo pezzo immortale, forse il più famoso della sua discografia, in cui emerge anche il racconto appena dato, che si ritrova nei versi riportati sopra.
8 - LOREDANA BERTÈ - PAZZA
Io sono pazza di me, di me
E voglio gridarlo ancora
Non ho bisogno di chi mi perdona, io
Faccio da sola, da sola
E sono pazza di me
Sì, perché mi sono odiata abbastanza
Prima ti dicono, "Basta, sei pazza" e poi
Poi ti fanno santa
Eccola di nuovo Loredana Bertè con la sua energia inesauribile. Il brano Pazza è rivolto a tutte le persone che amano vivere libere da pregiudizi. La canzone è molto intima, per tutte le volte che l'hanno considerata pazza e poi santificata appena ritornata al successo. Pezzo presentato al Festival di Sanremo del 2024.
9 - MODÀ - GRAZIE GENTE
Riesco a rovinare sempre
Quel che di buono faccio in polvere, in polvere
Non son mai costante con me stesso e con la gente
Sfido le note anche se è inutile, inutile
E non mi importa niente di che dice la gente
Che vivo nelle favole, le favole
E mi serve solo un auto e sogni
E carta e penna con cui scrivere, scrivere
Di forza ne ho abbastanza per respingere chi non mi pensa
E ferirlo con la mia distanza che, che poi però
Mi porta a camminare, a star solo come un cane
A bere e a far esplodere, esplodere
Una canzone del 2007 con cui i Modà vogliono ringraziare i loro fan che li hanno sempre seguiti nonostante tutto. Un modo per sfogarsi anche con chi, nel tempo, non ha mai creduto in lui e nel suo talento.
10 - MARCO MASINI - VAFFANCULO
Chi lo sa che cosa è vero in un mondo di bugiardi
Non si può cantare il nero della rabbia coi miliardi
Siamo tutti conformisti travestiti da ribelli
Siamo lupi da interviste e i ragazzi sono agnelli
Canzone autobiografica in cui Masini racconta di tutte le difficoltà che ha avuto per raggiungere il successo. È anche un grido di dolore per tutti i ragazzi che non vengono ascoltati, che non hanno la possibilità di far sentire la propria voce, in una società che vuole arricchirsi e si scorda di aiutare chi ha veramente bisogno.
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